Gli “angeli del business”: 1,7 milioni per le sfide Ict

Avete presente i “venture capitalist”, ovvero degli investitori istituzionali che di solito si muovono tramite fondi gestiti da societA� e i “business angel”, ex titolari di impresa, manager in pensione e liberi professionisti che hanno il gusto della sfida imprenditoriale ad “alto rischio”?. Queste due tipologie di investitori concentrano le proprie attenzioni soprattutto nel mondo “dell’early stage”. L’early stage non A? altro che un’operazione di acquisizione temporanea di quote di partecipazione al capitale di una societA� nella fase iniziale (early stage). Lo scopo A? quello di sostenere un progetto imprenditoriale che promette un ritorno notevole nel medio/lungo periodo. Chi investe negli early stage, in pratica, sostiene quelle realtA� altamente innovative, spesso nel campo tecnologico, che fanno rima con sviluppo, futuro ed esportazione. Questo tipo di interventi finanziari in Italia vale 170 milioni nella combinazione di investitori istituzionali e di quelli informali, mentre sono 80 i milioni investiti dai soli business angels. In l’Umbria si concentra l’uno per cento degli investimenti “early stage” – secondo il rapporto di Vem (Ventur capital monitor) e Iban (l’Associazione italiana dei business angels): 1,7 milioni di euro complessivi. Circa 800mila euro provenienti dai soli business angels. Ma in cosa si investe? A? l’Ict (Information and communication technology) il settore predominante, con una percentuale del 44% del mercato: applicazioni web e mobile. Segue a distanza il comparto farmaceutico con una quota del 10%. Early stage, investimentiad alto rischio

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *