Internet veloce in tutte le aree industriali umbre

«In due anni porteremo la connessione a 30 mega in tutte le aree industriali umbre». È l’annuncio dell’assessore regionale Fabio Paparelli, nell’audizione in Prima commissione. Illustrando il suo programma sull’innovazione, Paparelli ha sottolineato l’importanza del data center unico, del completamento delle infrastrutture di collegamento della Pubblica amministrazione, della gara unica per la telefonia.

L’innovazione. Per Paparelli «un obiettivo fondamentale è l’innovazione legata al tema dell’industria e dello sviluppo della regione. Per questo abbiamo iniziato il censimento delle aree industriali e artigianali per vedere come sono servite dalla fibra ottica. Nel giro di 2 anni vogliamo arrivare ad un piano regionale che metta a sistema tutti i finanziamenti disponibili per riuscire a portare almeno la connessione a 30 mega in tutte le aree industriali». «Altro elemento del programma – ha detto Paparelli – è il consolidamento del data center unitario della pubblica amministrazione, previsto dal riordino dell’Ict».

Il Piano di migrazione. Grazie al Piano di migrazione sono previsti finanziamenti per aiutare tutte le pubbliche amministrazioni regionali a spostare i propri server sul data center unico, così da poter dialogare in maniera più efficiente. Importante, poi, il completamento delle infrastrutture di collegamento del sistema della pubblica amministrazione, partendo dalle scuole e dagli ospedali. «Vogliamo, infatti, che siano questi i primi tasselli della dorsale e della trasversale che coinvolge sei città umbre – ha proseguito l’assessore – Questo consentirà anche di mettere a disposizione sempre più open data nell’ambito della nostra agenda digitale». Il consigliere Valerio Mancini (Lega Nord) ha detto che «l’Umbria è una groviera dal punto di vista della copertura della rete». Il presidente della commissione, Andrea Smacchi (Pd), ha invece sottolineato l’importanza dei tempi per un piano che «deve avere particolare sensibilità per territori marginali, con insediamenti produttivi svantaggiati».

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