Report sul mattone, nell’area del Ternano gli affitti a gonfie vele

Il ballo del mattone riprende oppure no? Dopo sette anni ininterrotti di crisi nessuno tra gli esperti del settore si sbilancia in previsioni. Troppo alto il margine d’errore in un settore in costante fluttuazione ed esposto a troppe variabili. Detto questo, è molto interessante il dato umbro, che dato emerge da un’analisi di “Solo Affitti”, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che ha tracciato una mappa nazionale e regionale degli affitti.

Stando alla analisi compiuta sono in provincia di Terni i tre comuni dell’Umbria dove più famiglie ricorrono all’affitto. Si tratta di Attigliano (al primo posto in Umbria con il 22,2%), Terni (al secondo posto con il 19,5%) e Porano (al terzo posto con il 17,6%).

Nel Ternano, inoltre, le locazioni trovano terreno fertile anche a Orvieto (16,9%, al quarto posto in Umbria alla pari con Perugia), Aquasparta (14,5% e al quinto posto ex-aequo con il comune perugino di Foligno) e Montefranco (con il 15,7% si piazza all’ottavo posto). E nel Perugino? La palma per il comune dove gli affitti sono più diffusi spetta a Giano dell’Umbria (al sesto posto in regione con il 16,4%), segue Collazzone (al settimo posto con il 16,2%) , Umbertide (al nono posto con il 15,6%), Spoleto e Bastia Umbra (entrambe al decimo posto con il 15,1%). La maggior parte degli affittuari dell’Umbria vive in provincia di Terni (16%), che supera di poco per densità di locazioni la provincia di Perugia (14%). Nella graduatoria nazionale degli affitti, l’Umbria occupa il 14° posto con il 14,6%. La classifica è dominata da Campania (1° posto e 24,4%), Valle d’Aosta (2° e 22,5%), Liguria (3° e 22,2%) e Piemonte (4° e 22,1%). Percentuali molto basse di persone che anche in Molise (ultimo in graduatoria con il 10,9%), Basilicata (penultima con il 12%) e Sardegna (terzultima con il 12,5%).

Nella nostra regione la locazione è poco utilizzata nei comuni ternani di Scheggia e Pascelupo (ultima in regione con il 3,7%), Sigillo (penultima e 6,3%) e Costacciaro (terzultimo e 6,4%). Questo il quadro che emerge nella nostra regione dall’analisi. Dal canto suo il presidente di “Solo Affitti”, Silvia Spronelli, sottolinea come «in Italia fino ad oggi a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni – rimarca – prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca – continua Spronelli – certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa – conclude il presidente di “Soli Affitti” che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale».

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