Martina: cibo e agricoltura volano dell’economia

Il ministro alla Summer School di San Gemini parla di Expo e agroalimentare

“Abbiamo per le mani un’occasione davvero unica: soltanto fino ad agosto gli studenti che hanno attraversato il sito di Expo sono stati più di 800 mila. Abbiamo fatto un pezzo di educazione civica, fatto vedere ai nuovi cittadini la centralità del tema alimentare, perché la stessa vicenda migratoria di questi giorni ci dice che, se non prendi per mano la questione della democrazia del cibo, un grande problema rimane irrisolto”. Le  riflessioni del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina su virtù e contraddizioni dell’Esposizione di Milano hanno aperto ieri, a San Gemini, la tre giorni della Summer School (e)Labora, corso di formazione organizzato dall’associazione Lavoro&Welfare presieduta da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. Tema centrale della scuola, come si intende dal titolo, la riflessione sulla questione lavoro, declinata ieri pomeriggio –  nel primo appuntamento che insieme al ministro ha visto protagonista anche Silvio Barbero di Sloow food – attraverso il tema del cibo e di Expo. “Se leggiamo bene questa esperienza milanese – ha commentato il ministro – possiamo riconoscere un nuovo modello di sviluppo per l’Italia, anche per riconfigurarsi politicamente nel mondo. Grazie ad una capacità di cooperazione superiore a quella di molte altre potenze europee l’Italia può infatti sviluppare una diplomazia del cibo. Con la Carta di Milano, d’altronde, abbiamo caricato Expo di un valore politico-istituzionale che tutte le altre esposizioni non hanno mai avuto”. Cibo e agricoltura, secondo il ministro, possono diventare  “un’occasione formidabile” per la geopolitica ma anche per l’economia, soprattutto se si guarda alle immatricolazioni nelle facoltà di Agraria e nelle altre specializzazioni a carattere alimentare. “Bisogna formare professionalità nuove con capacità robuste – ha continuato Martina -. L’Italia cresce in termini di numeri di attività agroalimentari, in un anno c’è stato il 30% di partite Iva in più, ma c’è una questione generazionale perché quantitativamente le cifre sono ancora basse: abbiamo il 5% di agricoltori under40 contro il 20% di alcuni Paesi del nord. Dobbiamo lavorare sul tema delle scuole superiori, lì abbiamo esperienze un po’ vecchie. Il mio cruccio comunque è che bisogna discutere su come fare impresa agricola”. Infine, guardando all’attualità, una riflessione sul fenomeno del caporalato. “Bisogna cambiare registro, al nord come al sud – ha detto -, è nostra volontà cambiare radicalmente gli strumenti di contrasto. Abbiamo già fatto un’operazione in queste settimane con i ministri Poletti e Orlando, c’è una strategia di azione, soprattuto in campo penale”.
Oggi la Summer school riprenderà alle 9.30 con un appuntamento dal tema Turismo, cultura, lavoro: educare alla bellezza, poi alle 11.15 si parlerà di Sport e lavoro: la formazione giusta. Nel pomeriggio si riprenderà con il panel su Sharing economy: scambio e condivisione del lavoro, della vita e del tempo, al quale seguirà, alle 16.45 l’incontro dal titolo Dall’economia del fumo all’economia del verde. Infine alle 18.30 è prevista la Lectio magistralis di Vito Mancuso dal titolo “Enciclica Laudato sì. Sulla cura della casa comune”. Domani si chiude con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che dialogherà di Jobs act con Damiano.

 

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