Costruzioni, A? ora di battere un colpo

A? l’unico settore che non “vede” la ripresa e dal quale le banche si tengono ancora lontane. Il mercato immobiliare resta piatto. Grandi opere in calo, si confida nei nuovi appalti

Per una ripresa condivisa serve il segno “piA?” anche in edilizia. Un settore imprescindibile, ha ricordato anche il direttore della filiale di Perugia della banca d’Italia, Marco Ambrogi. Ma quello delle costruzioni A? l’unico settore che non dA� alcun segno di risveglio, come rilevano anche gli ultimi dati di Bankitalia. Di fronte ad un mercato immobiliare ancora pressochA� immobile e ad un ulteriore calo degli appalti degli Enti locali, l’unica buona notizia arriva dai segnali di recupero mostrati nelle attivitA� di ristrutturazione. Nella prima parte dell’anno anche in Umbria A? proseguita la contrazione dell’attivitA� nell’edilizia. Le piA? recenti informazioni congiunturali tratte dal sondaggio condotta dalla Banca d’Italia su un campione di imprese con almeno 10 addetti, fanno infatti emergere alcuni segnali di recupero per le attivitA� di ristrutturazione, in un contesto che rimane difficile specie per le aziende di maggiori dimensioni. In base ai dati di InfoCamere-Movimprese, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni del primo semestre in rapporto al totale delle aziende attive all’inizio dell’anno A? rimasto negativo (-1,6%; -1,3 nello stesso periodo del 2014).

OPERE PUBBLICHE Secondo i dati provvisori dell’Osservatorio dei contratti pubblici, l’ammontare dei lavori appaltati dagli enti locali nei primi sei mesi del 2015 A? ulteriormente diminuito rispetto ai livelli, giA� contenuti, registrati nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Sulla base dei dati del Cresme, un impulso positivo potrebbe derivare in futuro dalla forte crescita del valore dei bandi di gara pubblicati nel semestre.

MERCATO IMMOBILIARE Secondo l’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (Omi), le compravendite di abitazioni sono risultate stabili su livelli storicamente bassi, dopo il modesto incremento registrato all’inizio dello scorso anno, riconducibile anche alle modifiche del regime fiscale. In base a stime preliminari su dati Istat e Omi (che nel corso del 2014 sono stati modificati per quanto riguarda la definizione delle “zone omogenee di mercato” cui sono riferite le quotazioni a livello comunale e che non risultano quindi confrontabili con quelli precedenti), nel primo semestre dell’anno in corso i prezzi delle abitazioni in regione sono ulteriormente diminuiti rispetto alla fine del 2014 (-0,7%) anche se in misura meno intensa rispetto alla media nazionale (-1,8%).

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