«Un cliente informato è il peggior nemico del venditore sleale»

di Sara Bernacchia

Fortuna, rappresentante umbro di Altroconsumo: «Con noi professionisti esperti dei singoli settori». Tutelare i dritti dei cittadini e semplificare la loro vita quotidiana, anche rendendoli consumatori consapevoli delle proprie azioni. È questo l’obiettivo di Altroconsumo, l’associazione di consumatori con più iscritti d’Italia, con 373.242 soci, che da più di 40 anni lavora per questo obiettivo.

E in una società sempre più complessa, sempre più ricca di offerte, quindi anche di insidie, sono sempre maggiori le richieste provenienti dalla cittadinanza che ha bisogno di far valere le proprie posizioni e di veder tutelati i propri diritti. Temi come lo scandalo Volkswagen, quello dell’olio extravergine o le modifiche all’impostazione del canone Rai, sono fondamentali per Altroconsumo perché lo sono, allo stesso tempo, per la vita quotidiana delle famiglie italiane. Di questi ed altri temi e dell’attività dell’associazione ha parlato il rappresentante regionale per l’Umbria di Altroconsumo, Alessio Fortuna.Altroconsumo è molto attiva sul fronte della tutela del consumatore ed interviene spesso con azioni condivise su temi di estrema importanza in tempi non sospetti. È questo il caso della questione “canone Rai” oggi d’attualità per le modifiche apportate con la Legge di Stabilità…«Esatto. Il 9 giugno 2014 come Altroconsumo avevamo scritto una lettere al presidente del Consiglio, Renzi, affinché fossero modificati alcuni aspetti relativi all’organizzazione e alla gestione della Rai. Tra i punti in discussione c’era anche il canone, di cui riteniamo sbagliata l’impostazione poiché ricade su tutti i cittadini presupponendo che essi possiedano un apparecchio e lasciando loro il compito di dimostrare il contrario. Il fatto che il pagamento del canone Rai sia inserito all’interno della bolletta dell’energia elettrica, poi, creerà confusione nel consumatore che avrà difficoltà a distinguere l’importo relativo dall’abbonamento da quello relativo all’energia, il tutto in un settore già complesso a causa della presenza sempre maggiore di gestori diversi. Anche per questo abbiamo avviato una petizione online per chiedere l’abolizione del canone, abbiamo già superato le 5mila firme». Tornando alla lettera che avete inviato al presidente del Consiglio di cui parlava prima, quali erano i temi trattati?«Nella lettera inviata a Renzi si parlava di una ristrutturazione generale del sistema Rai. Da parte nostra si proponeva di mantenere un unico canale pubblico, quindi senza pubblicità, e di privatizzare gli altri. Chiedevamo poi di imporre agli operatori privati del settore degli “obblighi di servizio” relativi alla trasparenza e al rispetto di alcune regole di comportamento basiche, in cambio della concessione delle frequenza effettuata dallo Stato. Avanzavamo anche la proposta di abolire la Commissione parlamentare di vigilanza, potenziando ovviamente le capacità dell’Antitrust per vigilare su tutto il processo di riforma. Il senso del progetto era quello di staccare, quanto più possibile, la Rai dalla politica per garantire al consumatore la possibilità di trarre benefici dalla concorrenza interna al settore». Una questione d’attualità, anche sul territorio umbro, è quella legata al cosiddetto scandalo dell’olio extravergine. Come si può tutelare il consumatore in una situazione di questo tipo?«Come Altroconsumo ci siamo occupati del tema dell’olio sul numero 10 della nostra rivista, quello del mese di ottobre, nel quale abbiamo riportato delle tabelle di comparazione tra vari tipi di olio sottoposti a test specifici.

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