Alternanza scuola-lavoro, serve la collaborazione con le imprese

di Simona Maggi

Nella regione la legge interessa 7.700 ragazzi del triennio del ciclo di studi superiori. Sfida per la scuola italiana con l’approvazione della legge dell’alternanza scuola-lavoro. In Umbria la legge interessa 7.700 ragazzi delle terze classi di tutte le scuole superiori.

Per la prima volta in Italia i percorsi di alternanza scuola-lavoro sono stati inseriti obbligatoriamente nei piani dell’offerta formativa (Pof) rivolta agli studenti dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado. Lo scenario è assai complesso. Per capire meglio la legge il mondo della scuola ha incontrato quello delle imprese e a fare da cornice è stato il convegno internazionale organizzato dall’istituto tedesco Perugia in collaborazione con il Goethe-Institut. Il convegno è stato ospitato nella sede di Confindustria Umbria a Perugia. Sono stati oltre duecento i partecipanti, provenienti da 14 scuole superiori umbre, con un ospite arrivato dalla Germania: il professore Michael Heister dell’istituto federale per la formazione professionale. Il docente, membro di un gruppo di lavoro tecnico scientifico italo-tedesco operante sulla riforma, oltre a rispondere alle tante domande fatte dai presenti ha illustrato il sistema duale tedesco. Un sistema, in realtà, più spendibile per l’apprendistato, ma con spunti utili anche per la scuola. E se quest’anno in Germania – dove la disoccupazione giovanile non supera il 7 per cento – l’offerta di posti per l’apprendistato nelle aziende supera la domanda di oltre 50mila unità, anche per le piccole imprese tedesche la formazione dei giovani non è priva di oneri. Discorso diverso per le grandi aziende dove, dopo un anno e mezzo di apprendistato, «l’apprendista è già produttivo ed i costi sono ripagati». E in Italia, con un tessuto produttivo fatto di piccolissime aziende, le difficoltà sono ancora più evidenti. A ciò si aggiunge, per la scuola, un’altra difficoltà. «Quella della non obbligatorietà dell’iscrizione al registro nazionale per l’alternanza previsto dalla legge, che comunque non è gratuita», ha spiegato Paola Buonomo della Camera di Commercio di Perugia. «Una fase difficile questa, anche per l’ufficio scolastico regionale – ha dichiarato la professoressa Anna Pistoletti – che è ancora in attesa di un nuovo dirigente».

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