Maxi a�� aumento da 13 miliardi per Unicredit, oltre 6mila gli esuberi

Il consiglio di amministrazione ha preso la coraggiosa decisione,A� si attende il voto dell’assemblea il 12 gennaio. L’ad Mustier: “Dobbiamo gestire l’ereditA� del passato”. Crediti non performanti per 17,7 miliardi verrebbero trasferiti ad un nuovo soggetto.

A� a�? UniCredit si prepara al piA? grande aumento di capitale mai tentato in Italia:A�13 miliardi, da raccogliere sul mercato nel primo trimestre 2017. A? la novitA� principale, in realtA� una conferma delle anticipazioni delle settimane scorse, contenuta nel nuovo piano industriale del gruppo presentato oggi a Londra dal ceoA�Jean Pierre Mustier: quasi 20 miliardi di capitale, considerando anche il a�?bottinoa�? delle cessioni diA�Pioneer, Pekao e di parte di Fineco, per elevare di 8,1 miliardi gli accantonamenti sui crediti deteriorati e ripartire con una banca che al 2019, pur in presenza di un quadro regolatorio piA? stringente, potrA� esprimere un RoTe del 9% e un Cet1 del 12,5%.

La��aumento a�� giA� coperto da un consorzio di garanzia con le principali banche da��affari, pur soggetto alle normali condizioni macro a�� A? stato deciso ieri dal cda e si terrA� nel primo trimestre, dopo ce sarA� sottoposto alla��assemblea strarodinaria il 12 gennaio. Oltre al capitale, la��elemento che piA? spicca nel nuovo piano imbastito da Mustier in questi primi quattro mesi al timone della banca A?A�la��attenzione sui crediti deteriorati: con gli oltre 8 miliardi di rettifiche le coperture sulle sofferenze supereranno il 74,5%, valore piA? alto a�� ad esempio a�� di quello impostato da Mps per la cartolarizzazione con Atlante. Ogni portafoglio e ogni banca fa storia a sA�, ma se UniCredit a�� spontaneamente, e non su istanza della Bce a�� ha posto la��asticella cosA� in alto anche le altre banche dovranno in qualche modo tenerne conto. Piazza Gae Aulenti svaluterA� subito tutte le sofferenze in pancia, e poi di qui al 2019 procederA� con dismissioni graduali, che a quel punto non presenteranno ulteriori oneri: la prima operazione, da 17 miliardi di sofferenze lorde, A? stata varata nella notte insieme a Fortress eA�Pimco.

 

Un piano alla��insegna della prudenza, quello presentato oggi da Mustier,A�conservativo nelle premesse di scenario e nei target di gruppo: il contesto, con tassi bassi e requisiti di capitale sempre piA? alti, non offrirA� grandi soddisfazioni. CosA� la banca si affida quasi integralmente a variabili interne: vale per la riduzione dei costi, 1,7 miliardi in tre anni, e del costo del rischio, ma anche per la crescita progressiva dei ricavi. PressochA� stabile il contributo del margine da��interesse (-0,2% il trend medio annuo ma volumi in crescita del 2,5% annuo), ad aumentare del 2% saranno la��anno le commissioni. Elemento determinante, si diceva, i costi e in particolare quelli relativi al personale: 14mila le uscite previste nell’arco del triennio, 6.500 in piA? del piano precedente.

Nessun ricorso allo Stato, nessuna operazione straordinaria, nessuna sorpresa.A�Saldati i conti con il passato, A? la logica di Mustier, la banca potrA� ritornare sulla via di una redditivitA� sostenibile e in crescita, pur a fronte di un contesto di mercato tutt’altro che agevole: A? cosA� che il ceo proverA� a convincere azionisti vecchi e nuovi a investire sulla banca, con un occhio di riguardo per il mondo degli istituzionali long term da cui qualche mese fa A? spuntata una presenza gradita come Capital Research con il 6,75%, considerata di buon auspicio proprio in vista dell’aumento.

Nessun cenno, invece, alla governance:A�il tema, di spettanza del consiglio, non verrA� trattato dal consigliere delegato ma sarA� definito nei mesi futuri;a��in modo da arrivare al rinnovo degli organi, previsto per il 2018, con un consiglio verosimilmente alleggerito a 15 componenti (contro gli attuali 17)a��e un solo vice presidente: un pezzo in piA? da raccontare ai mercati per convincerli della maggiore efficienza e semplicitA� della nuova UniCredit.A� a�?

Fonte: a�?il Sole 24 Orea�?

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