Ambizioni politiche per Zuckerberg. “Voglio ascoltare tutti”

A detta di molti opinionisti e notisti statunitensi Zuckerberg sta perfezionando tutti i presupposti per candidarsi, con successo, in ambito politico molto presto. Prima la costruzione di una stabile famiglia, poi l’allontanamento del suo nome da interessi personali e diretti nella sua mega azienda, e una religione solida alle spalle (che è fondamentale in Usa per definirsi un candidato a posto).
Infine un post proprio su Facebook lanciato a inizio anno che corrobora l’ipotesi: “Nel 2017 ho intenzione di visitare tutti gli stati degli Usa e incontrare direttamente i cittadini» scrive in un post a inizio anno”.

Mark Zuckerberg e le sue ambizioni politiche. Se già negli ultimi mesi c’era chi aveva notato mosse in questa direzione del numero uno di Facebook, ora a confermare un interesse per la «res publica» c’è anche un post del diretto interessato e un progetto: «Nel 2017 ho intenzione di visitare tutti gli stati degli Usa e incontrare direttamente i cittadini» scrive in un post a inizio anno.

La sfida: «Viaggiare in tutti gli stati entro la fine del 2017»

Se ancora non può dirsi un manifesto politico e una vera e propria discesa in campo, il post del fondatore di Facebook, datato 3 gennaio, chiarisce gli interessi futuri di Zuckerberg. «Il mio obiettivo personale per il 2017 è di visitare e conoscere persone in tutti i singoli sati degli Usa entro la fine dell’anno» scrive il 32enne ricordando le precedenti sfide personali affrontate negli ultimi anni (correre, imparare il mandarino, leggere). «Ho già trascorso molto tempo in molti stati, quindi ora ho bisogno di viaggiare in altri 30 stati quest’anno per portare a termine la mia sfida -aggiunge Zuckerberg – La mia speranza è di uscire e incontrare quante più persone possibili e conoscere come vivono, lavorano e cosa pensano per il futuro».

«Voglio ascoltare tutti»

Il fondatore di Facebook nel suo post parla di un «punto di svolta nella storia», spiega che la tecnologia e la globalizzazione ci hanno resi più produttivi e connessi, seppur più divisi, e ora – dice – «dobbiamo trovare un modo per cambiare le regole del gioco in modo che funzioni bene per tutti». E poi continua: «Il mio lavoro è connettere il mondo e dare voce a tutti. Quest’anno voglio ascoltare personalmente queste voci».

La sfida di incontrare tutti e la certezza della religione

A leggere il post singolarmente potrebbe sembrare solo uno dei messaggi di sfida personale per l’anno appena iniziato, così come era stato nel 2016 e negli anni precedenti. Ma l’obiettivo del 2017 è da inserire in un quadro più ampio. Primo fra tutti, l’annuncio – in occasione della nascita della figlia – di donare in beneficenza il 99% delle proprie azioni della società a iniziative di beneficenza «per regalare un mondo migliore a Max», quindi la mossa di una riorganizzazione interna e l’emissione di una nuova classe di azioni mirata a togliere parte del voto agli azionisti garantendosi però il controllo sull’azienda (in caso di minor impegno diretto negli affari di famiglia a favore di un impegno su più larga scala). Infine, l’ultimo passaggio, il giorno di Natale. Con un altro post sul suo profilo Facebook, Zuckerberg augura Buon Natale e Felice Hanukkah a tutti: «Osservare i momenti di gioia familiare condivisi su Facebook oggi è una delle cose che preferisco della nostra community. Spero che siate tutti circondati da amici e persone care e che abbiate la possibilità di riflettere sulle cose significative della vostra vita». E a chi gli chiede (e ricorda), «Ma non eri ateo?», il 32enne neo padre di famiglia spiega: «No. Sono cresciuto ebraico, poi ho avuto un momento in cui ho messo in discussione tutto. Ora credo che la religione sia molto importante».

In politica (forse) nei prossimi due anni

Tasselli che formano un quadro chiaro per chi si appresta ad avvicinarsi alla politica negli Usa: la stabilità familiare, una religione solida (che, secondo una ricerca del Pew Research Center, è una delle più grandi responsabilità che un candidato presidenziale può avere), la dismissione di azioni e interessi personali e diretti in un’azienda che produce grandi numeri e risultati. Forse per indicarlo come futuro candidato alla prossima corsa alla Casa Bianca è ancora presto, ma (come sottolineano alcuni notisti statunitensi) potrebbe essere dietro l’angolo un suo impegno in politica per i prossimi due anni.

Fonte: Corriere.it

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