Wall Street aspetta il neo presidente

Il mercato americano aspetta al varco il neo presidente Donald Trump. Sotto la lente da��ingrandimento soprattutto come reagirA� la Fed di Janet Yellen ai piani di riduzione fiscali che sono cosA� centrali nella��agenda a�� elettorale e non a�� di Donald Trump. A questa espansione di liberazione fiscale dovrebbe associarsi un imponente spesa in infrastrutture. Si fanno paragoni con le politiche economiche di Ronald Reagan.

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a�?Il mercato americano attende Donald Trump. In avvio il Nasdaq Composite scende a quota 5,529 punti (-0,04%), mentre il Dow Jones arretra dello 0,21% a 19.846 punti. Sostanzialmente stabile il cambio euro/dollaro, con il cross che si attesta a 1,0583. Per Larry Hatheway, capo economista di Gam, la politica monetaria sarA� decisiva nel 2017.

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In seguito all’elezione di Donald Trump, infatti, rimane da vedere come reagirA� la Federal Reserve ai suoi piani di spesa infrastrutturale da svariati trilioni di dollari e, nello specifico, quanto saranno accomodanti Janet Yellen e i colleghi nei confronti dell’espansione fiscale Usa. Intanto in Europa, la Bce ha giA� annunciato un piccolo tapering sui futuri acquisti. “Se la crescita dovesse rimanere inalterata e se l’aumento del prezzo del petrolio portasse piA? in alto l’inflazione nell’Eurozona, i risultati sia negli Usa che in Europa dovrebbero confermare lo spostamento verso rendimenti piA? alti per le obbligazioni globali”, ha specificato l’esperto.

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Secondo TimA� Haywood, responsabile strategie obbligazionarie Absolute Return di Gam, con cosA� tanti analisti che fanno paragoni tra Ronald Reagan e Donald Trump, “siamo preoccupati da un certo senso di noncuranza via via che avanziamo nel 2017”. Trump ha promesso di portare l’attenzione dello stimolo economico dalla politica monetaria a quella fiscale, con l’opinione diffusa che ciA? porterA� a un dollaro piA? forte, mercati azionari in rally e tassi di interesse piA? stabili.

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“Sebbene le loro visioni possano essere simili, Reagan diventA? presidente quando i rendimenti dei titoli di Stato erano ai massimi storici, mentre la presidenza Trump comincerA� in un periodo con rendimenti prossimi ai minimi storici e prezzi vicini ai massimi. Di conseguenza, se Reagan ha presieduto durante l’inizio del maggior periodo ribassista per il mercato azionario della storia recente, in un contesto di politica monetaria in rapido allentamento alla fine del 1982, il primo semestre di presidenza Trump potrebbe essere caratterizzato dall’innalzamento dei tassi”, ha analizzato Haywood, aggiungendo che in termini di mercato del credito, la grande preoccupazione A? per le potenziali ricadute qualora i tassi di interesse degli Usa dovessero aumentare piA? rapidamente di quanto previsto dal consenso generale.

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Intanto tutti gli occhi sono puntati su ciA? che l’agenda del nuovo inquilino della Casa Bianca riserverA� al sistema sanitario. In particolare, Christophe Eggmann, responsabile dell’azionario settore healthcare, aspetta di vedere se Trump manterrA� fede alla sua promessa elettorale di eliminare l’Obamacare. “Ci sono alcuni dubbi su come il meccanismo di rimozione e sostituzione delle coperture assicurative per 20 milioni di persone possa svolgersi. Ma Tom Price, il futuro segretario agli affari sanitari e dei servizi umani ha un piano: il suo Empowering Patients First Act porterA� le coperture assicurative in una direzione completamente diversa, lontano dalla copertura assicurativa e dal trattamento obbligatorio, piA? verso un approccio di libero mercato. Sebbene sia difficile identificare chiaramente potenziali vincitori e vinti in questa fase, non ci aspettiamo che queste riforme metteranno a repentaglio la linfa vitale dell’industria: il capitale di rischio che sostiene l’innovazione e il ciclo dei prodotti”, ha concluso l’esperto.

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Comunque l’effetto Trump si A? giA� fatto sentire. Stando a quanto emerso dall’indice stilato dalla National Federation of Independent Business, l’ottimismo delle Pmi Usa A? balzato di 7,4 punti a 105,8 punti, il rialzo piA? rapido dal 1980, e un dato migliore dei 99,6 punti attesi dagli economisti. Le piccole aziende hanno alte aspettative per quanto riguarda la strategia economica e politica del successore di Barack Obama: il 50% delle societA� sentite prevede un miglioramento dell’economia nel prossimo futuro, il 12% in piA? rispetto a novembre, mentre il 31% attende un incremento dei volumi di vendita. E’ dunque opinione condivisa tra gli amministratori delegati che “questo sia un buon periodo per valutare un’espansione”.

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Nel frattempo, Alphabet (-0,43% a 823,63 dollari), casa madre di Google, secondo alcune fonti, A? in trattative per cedere il business dei satelliti alla concorrente Planet Labs che intende procedere con un nuovo round di raccolta fondi per finanziare la possibile acquisizione. Le trattative sono per ora focalizzate su una combinazione di contanti e azioni, ma sono ovviamente legate alle decisioni di Planet.

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La cessione della divisione Terra Bella rappresenta per Google un rapido voltafaccia rispetto alle strategie perseguite fino a poco tempo fa. Big G intende infatti dismettere alcune delle sue attivitA� piA? all’avanguardia, ma del tutto slegate dal suo core-business. Il piano coinvolge anche le attivitA� dei satelliti acquisite nel 2014 per 500 milioni di dollari tramite un accordo con l’allora Skybox Imaging.

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Cambiamenti manageriali in vista per Yahoo (+1,21% a 41,84 dollari). L’amministratore delegato della societA� californiana, Marissa Mayer, e il co-fondatore, David Filo, lasceranno il consiglio di amministrazione una volta completata la cessione del core-business a Verizon (-0,19% a 52,68 dollari). La chiusura dell’accordo da 4,8 miliardi di dollari porterA� anche ad altri cambiamenti. Yahoo si trasformerA�, infatti, in una societA� di investimenti per gestire le partecipazioni in Alibaba (+1,75% a 94,72 dollari) e Yahoo Japan e la liquiditA� incassata e cambierA� la sua denominazione sociale in Altaba.

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In spolvero poi Valeant Pharmaceuticals (+9,19% a 16,76 dollari). L’azienda canadese ha ceduto a L’Oreal , gruppo francese della cosmetica, CeraVe, AncneFree e Ambi. Il controvalore dell’operazione, la cui finalizzazione A? subordinata al via libera delle autoritA� competenti, A? stato stimato in 1,3 miliardi di dollari. Il piano di razionalizzazione del perimetro ha coinvolto anche il business dei farmaci oncologici Dendreon che Valeant ha venduto alla cinese Sanpower per 820 milioni di dollari. Fa ancora parlare di sA�, infine, Regeneron (+1,28% a 355,06 dollari) che ha annunciato che uno stabilimento del partner SanofiA� (+1,42% a 40,96 dollari l’Adr) negli Stati Uniti ha ottenuto il via libera per produrre un trattamento comune contro l’eczema, la cui vendita A? sospesa in attesa dell’ok delle autoritA�.

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Prosegue la seduta incolore per l’azionario europeo. Milano scambia vicina alla paritA� a quota 19.362 punti (+0,01%), cosA� come Parigi (+0,04%) e Francoforte (+0,12%). Londra avanza, invece, dello 0,43%, contrapposta a Madrid che cede lo 0,63%.a�?

Fonte: a�?Milano Finanzaa�?

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