Caio, Poste Italiane: “Strumenti risarcitori di IRS partiranno ad Aprile”

L’Ad di Poste Italiane Francesco Caio ha annunciato che saranno offerti “prodotti risarcitori” agli investitori del fondo ‘Invest Real Security’ – e che tali ‘sottoscrizioni risarcitorie’ saranno disponibili da aprile prossimo. L’obiettivo dichiarato è di permettere ai risparmiatori – investitori  di recuperare nei prossimi 5 anni la somma persa.

 

 

“Le adesioni ai prodotti offerti come risarcimento agli investitori del fondo Invest Real Security partiranno ad aprile. Lo ha annunciato oggi l’amministratore delegato di Poste Italiane , Francesco Caio, in audizione presso le commissioni riunite finanze e trasporti della Camera, sottolineando che “a partire dai primi giorni di marzo, per questioni tecniche di chiusura di bilancio della Sgr, informeremo tutti i nostri clienti; quindi ad aprile si attiverà un periodo di adesione di 40 giorni in tutti gli uffici postali”, volontà di sottoscrizione che potrà essere espressa “anche con una semplice delega”.

 

La decisione di Poste è stata quella di offrire l’opportunità, a coloro che hanno mantenuto una quota del fondo fino alla scadenza, di utilizzare uno strumento per recuperare nei prossimi cinque anni la somma persa. “La polizza da sola non basterebbe e c’è un contributo di Poste per far sì che il consumatore rientri dall’investimento”, ha spiegato il ceo, rimarcando come gli oneri del procedimento ricadano, quindi, sulla società da lui guidata. Marco Siracusano, responsabile di BancoPosta, ha quantificato tali costi, che potrebbero arrivare “fino a un massimo di 50 milioni di euro, in proporzione all’adesione”.

 

Questa “è un’iniziativa che per noi racchiude un concetto di investimento, con l’obiettivo di mantenere e sviluppare il rapporto di fiducia con i consumatori”, ha ribadito Caio che non si è però esposto sulla situazione che vede coinvolti gli altri tre fondi immobiliari collocati da Poste: per ora “ne monitoriamo l’andamento, valuteremo altre iniziative solo quando avremo la certezza specifica e contabile”, ovvero “dopo il delisting dei fondi”.

 

 

Nessun allarmismo, dunque, per il trend del gruppo. L’ad ha ricordato che questi fondi, da un punto di vista dell’operatività e della valorizzazione sono gestiti da Sgr e hanno subito l’evoluzione che ha subito il mercato del mattone, quindi a un certo punto hanno smesso di produrre rendimento e hanno prodotto perdite. Ad ogni modo, il loro valore si limita allo “0,2% della raccolta totale, è un prodotto che è rimasto marginale”.

 

Rimandati al mittente anche i dubbi su una possibile associazione tra BancoPosta e la procedura del bail in: “BancoPosta è esente per una ragione molto semplice, per il fatto che non prestiamo credito e quindi non abbiamo incagli. La raccolta sul conto corrente di BancoPosta è per statuto e legge investita in titoli euro-governativi”, ha spiegato il ceo.

 

L’operato di Poste rimane nella completa trasparenza. “Non vendiamo prodotti a rischio a clienti che non abbiano completato la procedura Mifid” che implica la compilazione di questionari ad hoc e colloqui per avere la “consapevolezza” sul rischio di determinati investimenti, ha chiarito Caio, ricordando che da giugno 2015 è stata progressivamente “aumentata la quota di clienti muniti dell’informazione necessaria per fare scelte consapevoli”, unendo come altro elemento discriminante l’età: i prodotti a rischio non vengono proposti a persone con “età uguale o superiore a 80 anni”.

 

D’altronde, “in un contesto di tassi di interesse a zero, per ottenere dei rendimenti occorre investire in prodotti che abbiano un margine di rischio e dare la possibilità a tutti, come fa Poste Italiane , di scegliere di investirvi è una questione di equità sociale”, ha affermato il dirigente. E “per avere una prospettiva di rendimento nel medio periodo, è necessario che i consumatori investano i risparmi in prodotti che hanno una componente di rischio. Chi ha tanti soldi può andare da un operatore di private banking che gli sistema il portafoglio, chi tanti soldi non li ha si trova oggi sempre più solo a capire se vuole avere investimenti a tasso zero o prospettive di guadagno”.

 

Per questo Poste Italiane  sta investendo in una campagna di educazione finanziaria e tecnologica della clientela, perché questa possa scegliere in maniera consapevole come investire: “è un passaggio centrale della nostra missione duplice di azienda di mercato e azienda sociale, dobbiamo aiutare tutti i cittadini, abbiamo messo in atto un processo di formazione molto impegnativo, stiamo facendo investimenti pesanti”, ha concluso Caio. Il titolo Poste Italiane  al momento a Piazza Affari scambia a quota 6,125 euro, in rialzo dello 0,41%, in un contesto che vede il Ftse Mib segnare un tonico apprezzamento dell’1,11% a 19.543 punti.”

Fonte: “Milano Finanza”

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