Intesa in rialzo, la Borsa promuove la��addio al dossier sulle Generali

Il progetto rimasto sulla carta poco piA? di un mese vedeva la banca guidata da Carlo Messina promuovere la creazione di un campione europeo del risparmio gestito attraverso la A�combinazioneA� con il Leone di Trieste. La��esame condotto dai manager e dagli advisor di Caa�� dea�� Sass ha portato ad abbandonare la��opzione per mancata individuazione di A�opportunitA� industrialiA�. Il rally di Intesa si A? accompagnato ieri alla correzione di Generali che ha ceduto il 2,8% a 13,7 euro nel primo giorno di Borsa aperta dopo la��annuncio di venerdA� sera, 24 febbraio.

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a�?La bocciatura del dossier Generali ha riportato fiducia sulla equity story tradizionale di Intesa Sanpaolo. Il rimbalzo del titolo di ieri A? solo un primo segnale della fine di tanti interrogativi.

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to diverse domande sul funzionamento di una��alleanza bancassicurativa inedita e dunque foriera di incertezze. Il ritorno alla storia giA� nota, e quindi rassicurante per gli investitori, di crescita nel segmento bancario e soprattutto del risparmio ha fatto premio rispetto alle incertezze della diversificazione nelle assicurazioni. PiA? del rimbalzo di Borsa immediato, pur significativo, conta il ritrovato feeling con gli investitori istituzionali che, in vari report diffusi ieri, hanno mostrato apprezzamento per il ritorno a una storia finanziaria nota e che negli ultimi anni ha prodotto maxi-dividendi per gli azionisti.

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SarA� cosA� anche in futuro? Per capirlo servirA� qualche mese, o il tempo necessario per la messa a punto del nuovo piano industriale di Intesa a cui il ceo Carlo Messina e i suoi advisor avevano da tempo aveva iniziato a lavorare, ben sapendo che le Generali erano solo una possibile opportunitA� e non una certezza. Il A�sogno politico finanziarioA� accarezzato da anni dai padri fondatori di Intesa Sanapaolo (da Giuseppe Guzzetti a Giovanni Bazoli ed Enrico Salza, fino ai vecchi auspici dello scomparso Alfonso Desiata), nei tempi moderni poteva avere un senso solo se si fosse trovata una difficile quadratura industriale tra i due gruppi. La��idea della difesa della��italianitA� era certamente un tassello importante della��operazione. Ma il presunto gradimento della��(ex) Governo Renzi alla��operazione era molto meno decisivo della sostenibilitA� finanziaria e industriale tra due colossi finanziari che, unendosi, avrebbero creato un colosso che – tra banca, risparmio e assicurazione – avrebbe avuto una capitalizzazione di mercato da oltre 60 miliardi.

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Che succederA� ora? Domani niente. E, a differenza di quello che molti sul mercato dicono, tutto rischia di restare come prima. Intesa guarderA� alla crescita in Italia e alla��estero nel risparmio, Mediobanca punterA� a completare la sua trasformazione acquisendo probabilmente una rete di promotori, la nuova UniCredit di Mustier cercherA� di riavviare la crescita dai vari segmenti di business in Italia. E le Generali? Dopo le smentite ufficiali di un interesse di Axa e le apparenti o temporanee difficoltA� sui dossier Telecom e Mediaset di quel gentiluomo di monsieur BollorA�, anche i rumors su una tendenza filo francese del ceo di Generali Philippe Donnet sembrano essersi affievoliti (forse anche dopo le avance di Intesa). In effetti Donnet risulta piA? amante della��Italia di molti italiani, dalla cultura alla conoscenza di usi e costumi finanziari e istituzionali che coinvolge i palazzi romani, fino ai cibi e vini del bel paese, ed ha a suo vantaggio una sponda istituzionale fondamentale come quella di un presidente rispettato sul mercato per un lungo track record sulle best pratice di governance come il presidente di Generali Gabriele Galateri di Genola. Ma ora toccherA� a Donnet far vedere se, dopo la fine del confronto sul dossier Intesa, seguiranno progetti ambiziosi di rilancio per la compagnia che A? sempre stata il fiore il campione italiano nel mondo assicurativo. E che oggi vale in Borsa meno della metA� di Banca Intesa.a�?

Fonte: a�?il Sole24Orea�?

 

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