Lse non vuole mollare l’Italia: stop alla fusione con Deutsche Boerse

Rischia fortemente di saltare la fusione tra la Borsa di Londra (che controlla anche Piazza Affari) e quella di Francoforte. La causa sarebbe di Mts, la societA� italiana che si occupa degli scambi di titoli di Stato, che il gruppo London Stock Exchange non vuole cedere come invece richiede la Commissione europea. Per Lse sarebbe un sacrificio “sproporzionato” rispetto alla necessitA� di superare i problemi di concorrenza che deriverebbero dall’unione dei due colossi dei mercati finanziari: in una fusione che attende ormai da un anno e vale quasi 30 miliardi.

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a�? La��Antitrust europeo ha mantenuto al 3 aprile prossimo la scadenza per decidere sulla fusione tra la Borsa di Londra, che controlla Borsa italiana, e la Deutsche BA�rse di Francoforte. Il commissario Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, che dirige praticamente la��unico settore della Commissione europea con poteri decisionali importanti, non ha commentato la��annuncio di domenica scorsa del London Stock Exchange (Lse) di non accettare la condizione pretesa da Bruxelles: la vendita del 60% della piattaforma informatica Mts, che ha sedi a Milano, Roma, Londra, Parigi e New York con attivitA� giornaliera media dichiarata in oltre 100 miliardi di euro, specializzata nel lucroso trading dei titoli di Stato italiani (e di altri Paesi). A�Non abbiamo ancora preso nessuna decisione a�� ha comunicato Vestager tramite il portavoce -. La nostra valutazione A? in corsoA�.

In genere chi rifiuta le richieste della��Antitrust Ue non ottiene il via libera alla fusione. Ma da Londra i vertici del Lse hanno fatto sapere di voler ancora trovare delle soluzioni per finalizzare la mega-operazione con Deutsche BA�rse, che genererebbe un gigante mondiale. Dagli ambienti politici inglesi sono stati ventilati collegamenti con il clima molto piA? difficile dopo la vittoria del A�sA�A� sulla��uscita del Regno Unito dalla��Ue. Inoltre la Brexit sta facendo temere al Lse uno spostamento di fatto della sede principale a Francoforte, giustificata con il ridimensionamento della City di Londra. Ulteriori complicazioni le ha provocate la magistratura tedesca indagando per insider trading il numero uno di Deutsche BA�rse Carsten Kengeter, che avrebbe dovuto guidare la super-Borsa nato dalla fusione e che ha negato comportamenti illegali.

Lse e Deutsche BA�rse si erano giA� impegnate a vendere la filiale francese della stanza di compensazione Lch-Clearnet a Euronext, che unisce le Borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona e la��indice Liffe di Londra. La��aggiunta della cessione della piattaforma Mts non A? stata considerata accettabile anche in relazione al ruolo predominante sullo specifico mercato in Italia. Fonti del ministero della��Economia, confermando il logico interesse alla��evoluzione della vicenda Mts, hanno precisato la totale estraneitA� alla decisione di Lse di non vendere.

In passato Lse e Deutsche BA�rse avevano cercato varie volte di unirsi, senza successo. La��anno scorso la��operazione era stata annunciata e sembrava destinata alla conclusione. La��Antitrust Ue aveva aperto una��indagine approfondita per verificare eventuali effetti distorsivi sulla concorrenza provocati dalla��unione delle borse tedesca, inglese e italiana insieme alle stanze di compensazione piA? grandi della��Ue. Nel mirino di Vestager sono finite soprattutto le transazioni sui titoli di Stato, le obbligazioni in genere e i derivati. Ma Bruxelles A? preoccupata dal complesso delle attivitA� del nuovo colosso nella quotazione, nella negoziazione e nella compensazione dei prodotti di Borsa.a�?

Fonte: a�?Corriere della Seraa�?

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