Bpvi, il 29,1% dei soci accetta l’accordo

 

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno annunciato la costituzione di due fondi da 30 milioni di euro l’uno per sostenere gli azionisti in condizioni di disagio socio-economico.

I fondi, si legge in due comunicati distinti, sono rivolti agli stessi destinatari dell’offerta pubblica di transazione e, per ottenere i soldi, i beneficiari dovranno rinunciare ad azioni risarcitorie nei confronti delle banche.

A valutare le domande di adesione, nel caso dell’istituto di Montebelluna, sarà una commissione, con rappresentanti della società civile. La nota di Pop Vicenza, invece, rimanda al futuro la definizione dei criteri e degli ammontari.

 

 

 

“La Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno deciso di costituire un fondo di 30 milioni di euro ciascuna a sostegno degli azionisti che versano in condizioni disagiate. Lo hanno reso noto questa mattina gli istituti veneti in note separate. Il fondo è riservato solo agli azionisti che rientrano nel perimetro dell’Offerta di Transazione e che rinunciano ad azioni risarcitorie.

 

BPVI. L’attivazione del fondo è subordinata all’esito positivo della stessa Offerta di Transazione. Si ricorda che Bpvi ha deciso di offrire 9 euro ad azione in cambio della rinuncia ai contenziosi con la banca. L’offerta è rivolta a 94 mila azionisti, è partita il 10 gennaio e si chiuderà il 22 marzo (ma può essere estesa al 30 giugno).

 

La Popolare di Vicenza subordina la validità dell’offerta all’adesione di almeno l’80% delle azioni interessate, cioè quelle acquistate negli ultimi dieci anni. Il prezzo offerto rappresenta il 14,4% del prezzo massimo raggiunto dall’azione (62,5 euro). A chi aderirà all’offerta di transazione, ha scritto la banca, “saranno riservate esclusive condizioni commerciali che consentiranno di beneficiare di rendimenti maggiorati” sui depositi vincolati e “di agevolazioni consistenti su alcuni prodotti e servizi bancari”, come il mutuo e il conto corrente.

 

 

Oggi l’istituto veneto specifica che la struttura dell’iniziativa, le condizioni di accesso al fondo, la somma massima erogabile per singolo aderente e ogni altro elemento di dettaglio dell’iniziativa sono, al momento, in fase di studio. Inoltre la banca, “a oggi, non ha assunto alcuna decisione in merito all’estensione del periodo di adesione all’Offerta di Transazione”

 

Alla data odierna, conclude Bpvi, “l’Offerta di Transazione ha fatto registrare 53.521 manifestazioni di interesse (pari al 55% delle azioni oggetto del perimetro) a fronte delle quali sono stati già sottoscritti 35.027 accordi transattivi (pari al 29,1% delle azioni in perimetro)”.

 

VENETO BANCA. L’istituto di Montebelluna spiega che, alla data di oggi, “è stato contattato circa il 94% del totale azioni in perimetro, di cui oltre il 34% ha già aderito, il 14% ha manifestato la propria intenzione a non aderire, mentre la restante parte è rappresentata da coloro che hanno fissato un appuntamento in filiale o non hanno ancora manifestato la propria scelta”.

 

Alla luce della “numerosità delle richieste di appuntamento e di adesioni pervenute in questi ultimi giorni”, il consiglio di amministrazione di Veneto Banca sta valutando l’opportunità di una proroga dei termini legati alla scadenza dell’Offerta Pubblica di Transazione, attualmente prevista per il 15 marzo 2017, in allineamento alla scadenza di Banca Popolare di Vicenza.

 

Veneto Banca non ha offerto ai soci un prezzo fisso come Bpvi ma una percentuale di rimborso, pari al 15% del valore dell’azione al momento dell’acquisto. Anche in questo caso, come in quello di Bpvi, l’offerta è rivolta a coloro che hanno acquistato i titoli nell’ultimo decennio. E anche qui, in caso di adesione, si chiede la rinuncia a qualsiasi contenzioso. Poiché tra l’1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2016 il valore delle azioni di Veneto Banca ha oscillato tra i 30 e i 40,25 euro ad azione, il rimborso del 15% per chi è stato azzerato è compreso tra i 4,5 e i 6 euro ad azione, da cui vanno detratti, come nel caso della Popolare di Vicenza, i dividendi nel frattempo incassati e al netto delle vendite di azioni.”

Fonte: “Milano Finanza”

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