“Shrinkflation”, il cibo costa di più ed è di meno

Prodotti più piccoli, stesso prezzo di prima. Si chiama shrinkflation ed è la tendenza a ridurre le dimensioni o il peso di alimenti di largo consumo mantenendo lo stesso prezzo. È successo negli ultimi cinque anni a 2500 prodotti nel Regno Unito, secondo quanto pubblicato dall’Ufficio di statistica nazionale inglese. Il fenomeno ha coinvolto cibi come barrette di cioccolato, caffè, tè, succhi di frutta fino ai cereali e alla carta igienica.

Nel Regno Unito la tendenza a diminuire le quantità è stata particolarmente accentuata. C’è chi dice che sia colpa della Brexit, per effetto delle importazioni che hanno reso tutto più costoso. Ma secondo l’Ufficio di statistica britannico non è così: dopo il referendum sulla Brexit e l’inizio dei negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non ci sono stati cambiamenti rilevanti.

Il boom della shrinkflation non va neanche attribuito al costo delle materie prime: per fare un esempio, il prezzo europeo d’importazione dello zucchero è calato dalla metà del 2014 raggiungendo un record a marzo 2017. Non è quindi questa la causa. Secondo l’ente britannico, si tratterebbe soltanto di un metodo usato per nascondere un aumento dei costi ai consumatori.

 

Livia Liberatore

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *