Per ‘Ryanair’ A? giunta la prima crisi sul business model?

In quattordici giorni, dalla��ormai famigerato primo annuncio della cancellazione dei voli che ha fatto il giro del mondo, Ryanair ha perso 1,8 miliardi di euro di valore in capitalizzazione di Borsa. I numeri sono da record negativo: i voli cancellati sino ad aprile 2018, saranno almeno 21mila. Con conseguenti 400mila persone lasciate a terra (e tutti i disagi e i danni economici in termini di maggiori spese per trovare una��alternativa al viaggio).

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a�?A� A�Se non sai sorridere, non aprire un negozioA�. Questo antico proverbio cinese (e loro sul low cost ci pigliano) calza a pennello a Ryanair.

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Non A? una strategia di business, che ogni impresa A? libera di disegnare come crede e Ryanair ha dato ampia prova di saperlo fare. A? piuttosto una filosofia, una piattaforma su cui costruire la propria strategia. A? il galateo del business. Oggi la realtA� ci restituisce, a piene mani, immagini di imprese che invece mangiano con le mani. A cominciare dalla schedatura a cui sottopongono i visitatori (con tanto di ritiro del documento roba che nemmeno la Polizia), per finire al fatto che tutto A? regolato dalla forma scritta (email), giubilando con buona pace la parola data (un uomo vale quanto la sua parola si insegnava una volta). Succede perchA� alla fine tutto viene giustificato dal risultato economico: se c’A? quello, allora sdogana tutto. Nel business, il profitto (dentro le regole) A? la cosa piA? importante. Questa legge non la vogliamo nA� dimenticare nA� confutare, sia chiaro.

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PerA? il punto A? proprio questo: A�Non aprire un negozioA�. Ossia, lascia perdere, che ti conviene. Magari non subito, ma prima o poi verrA� a galla la tua debolezza, non sulla convenienza dell’offerta, bensA� sul comportamento verso i clienti, sulla capacitA� di essere gentile, di stemperare il clima, di mettere a proprio agio. Chiunque abbia viaggiato Ryanair non puA? non aver percepito due cose. Da un lato, il prezzo vantaggioso e la puntualitA�. Dall’altro, la pressione esercitata sul personale (che non sorride affatto) e sul cliente, che non viene camuffata, nemmeno ci provano. La base palpabile del rapporto A? piA? o meno questa: tu non sei qui perchA� ti piacciamo, ma perchA� hai voluto risparmiare. Noi avremmo voluto piA? soldi da te, ma non ce li hai dati perchA� se avessimo alzato il prezzo magari avresti preso un’altra compagnia. Allora non fingiamo di essere contenti l’uno dell’altro. Da questo momento, riceverai sA� ciA? per cui hai pagato, ma nulla di piA?. Anzi, noi faremo di tutto per farti tirar fuori altri soldi. Il nostro personale di bordo le proverA� tutte, dall’acqua al panino al gratta e vinci: sanno che se non ci riescono sarA� peggio per loro.

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Ma le perversioni arrivano ancora piA? giA? (al fondo? Si spera, ma con il peggio non sei mai sicuro di essere arrivato). Recentemente, prima che scoppiasse la vicenda del A�ciaoneA� dei piloti (che sono le professionalitA� piA? elevate nell’aviazione civile e dunque hanno avuto buon gioco a fare ciA? che magari tanti assistenti di bordo desiderano), girava nei social una storiella molto illuminante. Un cliente Ryanair ha acquistato il biglietto insieme a un’altra persona, ma il sistema aveva assegnato a lui il posto 2B e all’altra il 30F. Poi lo stesso sistema gli chiedeva se non volesse viaggiare vicino alla compagna. Cliccando per fare il cambio, scopriva che il prezzo sarebbe stato di 14 euro per cambio, a tratta. Insomma, il sistema sembra programmato per creare il disagio che spinge a chiedere qualcosa in piA?, a pagamento.

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Adesso stiamo scoprendo l’altra faccia del low cost: pagare meno un biglietto aereo puA? anche renderci felici sul momento, ma quel minor prezzo lo paghiamo. Sempre e comunque. Non esiste un pasto gratis. Il viaggiatore, che viene pressato e vessato da continue richieste di spendere qualche euro in piA?. Vere e proprie tagliole che colpiscono senza pietA�, se ha dimenticato di portarsi una bottiglietta d’acqua o se ha un trolley fuori misura. Il dipendente, tenuto con la testa a pelo d’acqua, col pericolo costante di finire sotto, appena sbatte meno i piedi.

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Tutto ciA? A? indice di ricchezza? Non direi proprio. Di benessere diffuso? Ma per piacere. E la cosa triste non A? Ryanair che lo fa, ma tutti noi che lo accettiamo. La competizione, tra imprese e tra dipendenti, A? una cosa sana e va incoraggiata. Ma si puA? competere offrendo sempre qualcosa di meglio e/o di piA? dell’altro, ed A? virtuoso cosA� siamo passati dalla pietra alla microchirurgia. Oppure, si puA? competere facendo pagare un prezzo sempre piA? basso, a fronte di una qualitA� sempre inferiore, ed A? regressivo. Serve per tornare alla pietra.a�?

Fonte: a�?il Giornalea�?

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