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Italia in ripresa, ma bisogna investire sui giovani. Lo dice Confindustria

Un Paese ben ancorato alla ripresa mondiale ma non in posizione di traino, piuttosto di inseguitrice. Lo dice il Centro Studi di Confindustria nella “Congiuntura flash” di luglio sulla situazione italiana. Il prodotto interno lordo è in crescita dello 0,3% nel secondo trimestre, dopo lo 0,4% del primo.

Tuttavia resta cruciale, secondo Confindustria, la manovra economica d’autunno, che punti sul rafforzamento degli investimenti e sul lavoro giovanile. La bassa occupazione e l’emigrazione dei giovani riducono infatti di molto il potenziale di crescita.

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Alternanza scuola-lavoro, serve la collaborazione con le imprese

di Simona Maggi

Nella regione la legge interessa 7.700 ragazzi del triennio del ciclo di studi superiori. Sfida per la scuola italiana con l’approvazione della legge dell’alternanza scuola-lavoro. In Umbria la legge interessa 7.700 ragazzi delle terze classi di tutte le scuole superiori.

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Imprese umbre, la risalita c’è Ma è fragile

«Soddisfazione, ma fragile», è il titolo dell’indagine congiunturale di Confindustria Umbria tra le imprese della regione. Il secondo trimestre del 2015 segna infatti indici in netto miglioramento per le aziende, ma in Umbria non si vede ancora quell’accenno di ripresa dei consumi che, invece, si evidenzia a livello nazionale. Come anche la regione appare in ritardo nel recupero dell’occupazione.

Il profilo di sintesi. «Il bilancio finale del secondo trimestre 2015 è, per il gruppo di imprese interpellato in Umbria, ampiamente soddisfacente, specialmente se messo a confronto con la precedente lunga serie di trimestri negativi o al massimo assai fiacchi». Così l’indagine di Confindustria umbra, che prosegue: «Parzialmente in linea con le dinamiche nazionali, la congiuntura della nostra regione ne diverge per un minor recupero occupazionale e per più prudenti aspettative per il terzo trimestre».

E ancora: «La priorità dell’Italia è quella di rafforzare la lenta risalita dell’economia, proseguendo lungo la strada delle riforme strutturali, inclusa la riduzione del carico fiscale che zavorra la competitività delle imprese. La priorità dell’Umbria, a sua volta, è quella di proseguire, anche più decisamente, sulla strada della semplificazione delle procedure e della eliminazione delle strozzature burocratiche, al fine di favorire una tempestiva realizzazione dei legittimi programmi di investimento formulati dalle imprese e una rapida trasmissione dalla produzione all’occupazione dei recenti miglioramenti conseguiti».

Respirano i bilanci, non ancora le famiglie. Il fatto che all’inequivocabile espansione dei livelli di attività produttiva, così come si legge nelle risposte all’indagine compiuta tra le imprese aderenti a Confindustria Umbria, non sia corrisposto un altrettanto evidente aumento dei livelli occupazionali, «dà ragione – specifica l’indagine – delle riserve che ancora sussistono sulla robustezza delle fondamenta della ripresa congiunturale rilevata. In effetti, su scala nazionale sembra manifestarsi un rilancio dei consumi quale ancora non è dato osservare in Umbria. Qui basterebbe anche poco per innescare almeno un piccolo processo virtuoso che parta dall’aumento della domanda, specialmente se di investimenti, e dell’occupazione e trascini con sé altri aumenti di domanda e di occupazione».

In dettaglio, nel secondo trimestre 2015:

a) si riduce vistosamente l’area delle imprese umbre che segnalano contrazione dei livelli di attività produttiva: sono ora il 12,2% del totale (mentre erano quasi il 30% nella precedente rilevazione);

b) cresce notevolmente l’area delle imprese con espansione di attività produttiva e arriva a rappresentare quasi la metà (49,3%) del totale;

c) si modifica l’incidenza dell’area della stabilità, con una inversione di preminenza tra stabilità congiunturale e stabilità tendenziale: l’area delle imprese che mantengono il livello produttivo raggiunto nel precedente trimestre è ora il 38,4% (e non più il 47,9%, come nel corso del primo trimestre 2015), mentre se il confronto è fatto con un anno fa si osserva che le imprese stabili crescono dal 33,3% al 44,6%.

«La soddisfazione espressa è – commenta l’indagine almeno sotto il profilo del recupero dei livelli produttivi, motivata. Si tratta ora di accompagnare il sistema a far sì che non si tratti di un recupero una tantum, episodico».

Il presidente Cesaretti. «Certo la ripresa è ancora lenta – afferma il presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti, commentando l’indagine – non è ancora estesa alla totalità delle aziende e non è omogenea nei diversi settori produttivi, dimostrando di risentire ancora della debolezza della domanda interna, ed è altrettanto vero che è ancora lunga la strada per recuperare il terreno perso con la crisi del 2009 ed il conseguente calo dell’occupazione. Ma gli sforzi compiuti dalle aziende per accrescere la loro capacità competitiva, per innovare, per diversificare le loro produzione e per riposizionarsi sui mercati stanno incominciando a dare i loro frutti».

Per Cesaretti «è ora necessario che le Istituzioni si stringano al fianco delle imprese per supportarle nel rilancio della loro attività e nella realizzazione di nuovi progetti di investimento e di internazionalizzazione. Gli incentivi regionali finanziati dai fondi comunitari e la auspicata conferma del bonus macchinari della legge Sabatini potrebbero dare, infatti, una forte spinta agli investimenti, necessari per rendere più competitive le imprese e più robusta la ripresa».

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