
Femminicidio di Ilaria Sula, Mark Samson: “L’ho uccisa quando ho visto quel messaggio sul cellulare”
Nell’interrogatorio in carcere l’ex fidanzato ha confessato ancora l’uccisione della studentessa ternana, ma non ha risposto sui genitori
“Ho ucciso Ilaria per gelosia, quando ho visto che aveva ricevuto un messaggio da un altro ragazzo. Ho fatto tutto da solo”. Per quasi sei ore, di fronte al gip arrivato nel carcere di Regina Coeli dove è stato portato a seguito della sua prima confessione, Mark Samson ha ammesso ancora una volta di aver ucciso lui l’ex fidanzata Ilaria Sula. Fornendo anche un movente, al vaglio degli inquirenti, che può essere decisivo ai fini della contestazione della premeditazione.
Un delitto avvenuto nella casa di Homs, con i genitori presenti in casa. Ma in merito al ruolo che i genitori avrebbero avuto nel rimuovere il corpo di Ilaria, il giovane di origini filippine si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Per il resto, ha raccontato della relazione avuta con la studentessa ternana. Di come fosse finita, nonostante lui ne fosse “ancora innamorato”. Fino al tragico epilogo.
Ilaria, il 25 marzo, si era recata nell’appartamento dove Mark vive con i genitori per restituirgli dei vestiti. Secondo il racconto fatto dal ragazzo, Ilaria si sarebbe fermata a dormire da lui. Ma poi, la mattina successiva, i due giovani avrebbero litigato.
“L’ho uccisa perché ero geloso, dopo aver visto quel messaggio” ha ripetuto Mark Samson agli inquirenti, negando di aver premeditato il femminicidio. Ha impugnato il coltello ed ha colpito la ragazza, che ha cercato di difendersi, come dimostrano le ferite della lama rinvenute sulle braccia e su altre parti del colpo. Letali sono state quelle sferrate alla gola.
Ilaria è morta dissanguata. Ma prima, durante l’aggressione subita, ha cercato di difendersi, sicuramente ha urlato. Difficile che i genitori, presenti in casa, non abbiano sentito nulla.
Mark ha detto di aver fatto tutto da solo. Di aver messo il corpo ormai senza vita di Ilaria in un sacco di plastica e di averlo poi chiuso in una valigia. Di aver ripulito da solo la stanza dove si è consumato il delitto e di aver caricato il corpo nell’auto di famiglia, con cui ha raggiunto la zona isolata di Capranina Prestina, nei pressi del Monte Guadagnolo, dove Ilaria è stata gettata in un dirupo.
Gli inquirenti hanno dubbi sul fatto che Mark Samson possa aver fatto tutto da solo.
I rilievi effettuati nell’abitazione del quartiere Africano di Homs potranno fornire alcune risposte. Così come l’eventuale ritrovamento dell’arma del delitto e degli stracci utilizzati per ripulire la scena del crimine. Oltre al cellulare di Ilaria, che Mark ha usato per inviare messaggi per conto della ragazzi ormai senza vita, anche ai genitori, poi accompagnati in polizia per sporgere denuncia di scomparsa, fingendosi preoccupato.