L’istituto, controllato da Invitalia, ha presentato una offerta da 27,96 milioni per la Cro

L’obiettivo è anche quello di sostenere le dissanguate finanze della Banca Popolare di Bari che detiene la quote di maggioranza della Cassa.

Una “operazione di sistema” per ridurre il rosso della Banca Popolare di Bari e far recuperare vitalità e competitività all’istituto pugliese, ma anche alla sua controllata Cassa di Risparmio di Orvieto. Il prezzo è stato fissato in 27,96 milioni. E’ questa la cifra a cui la Banca Popolare di Bari si accinge a mettere in vendita la Cassa di risparmio, o meglio, le quote di maggioranza di essa, pari al 73,5 per cento del capitale che detiene dal 2012 mentre quelle di minoranza sono sempre state nel controllo della fondazione Cassa di risparmio di Orvieto. A presentare l’offerta per rilevare la banca orvietana è il Mediocredito Centrale che controllo a sua volta la Popolare. L’operazione viene anticipata nella bozza di bilancio predisposta per l’assemblea di Popolare di Bari spa che si terrà domani quando potrebbe essere ufficializzata la dismissione della Cassa. La pesantissima situazione finanziaria della Popolare di Bari aveva portato prima al suo commissariamento e poi, nel 2020, all’ingresso nel capitale sociale del Mediocredito Centrale, guidato dall’amministratore Bernando Mattarella che aveva cosi rafforzato un polo bancario pubblico con il controllo dell’istituto pugliese e di quello orvietano. La gestione finanziaria continua ad essere molto faticosa a causa dei conti disastrati della Popolare. A favore dell’operazione si è espresso anche il ministro dell’Economia Franco, in audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario. Il bilancio del 2021 della Popolare aveva infatti registrato perdite per 171 milioni mentre quello della Cassa di risparmio di Orvieto si è chiuso con perdite per mezzo milione, un miglioramento molto marcato dopo i forti passivi che si erano accumulati sotto la gestione di Bari. Adesso il Mediocredito vuole prendersi tutta la Cassa, dando corso a quella visione strategica che era già emersa in modo evidente con la presentazione dell’ultimo piano industriale. Per la Popolare si pensa ad un futuro ruolo di “banca del sud” che, come indicato anche a livello parlamentare, dovrebbe avere un ruolo importante nell’implementare i progetti del Pnrr mentre per Orvieto si punta ad un ruolo nelle regioni dell’Italia centrale in cui già operano le sue filiali. Il passaggio sotto il Mediocredito comporterà anche una nuova organizzazione interna per la Cassa di risparmio che sarà strutturata attraverso due unità di business, la capital light divisione la tech and banking services.

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