L'esercizo del 2021 evidenzia un avanzo di amministrazione di 7,7 milioni

Critiche al sindaco Latini per la freddezza che dimostra nel progettare le grandi opere.

La fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha approvato il bilancio consuntivo 2021. Rispetto al bilancio consuntivo 2020, l’avanzo dell’esercizio al 31/12/2021 è risultato superiore di oltre 7,7 milioni di euro, determinato in parte dal risultato della negoziazione di strumenti finanziari, in parte da alcuni dividendi azionari incassati. L’avanzo ammonta complessivamente a 30,2 milioni di euro.
I numeri – Nel corso del 2021 la fondazione ha accolto con esito positivo 138 richieste provenienti da bandi generali e tematici a sostegno di iniziative di forte sviluppo nei propri settori di intervento (ricerca scientifica, arte e cultura, sanità, istruzione, volontariato e sviluppo locale); ha realizzato 76 iniziative proprie, operando come promotore di reti e collaborazioni, favorendo momenti di dialogo e di confronto con le istituzioni, le associazioni e le organizzazioni del terzo settore.
Il portafoglio della fondazione, sulla base delle evidenze contabili fornite alla data del 31 dicembre 2021 ed escludendo dal perimetro la partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti, nonché la partecipazione nella fondazione con il sud, ammonta a 266.891.752 mln di euro, al netto dei fondi di svalutazione, di cui: 222.178.681 (82,7%) di portafoglio immobilizzato e 44.713.071 (17,3%) di portafoglio non immobilizzato comprese le disponibilità liquide.

Disponibilità erogative per il 2022

Le disponibilità erogative per l’anno 2022 ammontano a 16.959.439 euro, ripartiti come segue: Ricerca scientifica e tecnologica: 1.200.000,00; Arte, attività e beni culturali 4.000.000; Arte, attività e beni culturali – Fondo per le erogazioni 1.059.439; Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa 3.000.000,00; Educazione, istruzione e formazione 2.000.000. Volontariato, filantropia e beneficenza 2.000.000; Sviluppo locale 2.700.000; Sviluppo locale – Fondo per le erogazioni 1.000.000.
Fondo stabilizzazioni al 31/12/2021 – Il fondo stabilizzazione erogazioni ammonta a fine esercizio 2021 a complessivi 14.188.215,00 euro.

Il concerto e la ripartenza

“La nostra fondazione-dice il presidente Luigi Carlini- dopo essere stata nel 2020 una delle prime fondazioni bancarie italiane a mettere in campo risorse e azioni, stanziando consistenti “Fondi Covid-19” per l’acquisto di strumentazioni per aiutare il presidio sanitario locale nella prima fase di emergenza, nel 2021 ha inteso attuare soprattutto politiche volte alla ripresa sociale, economica e sanitaria del territorio. L’intervento più significativo in tal senso è stato deliberato a dicembre quando, in corrispondenza di un nuovo peggioramento della pandemia, la Fondazione ha prontamente fornito 431 sanificatori alle scuole primarie del territorio. Un’azione immediata e mirata, che ha registrato una grande soddisfazione tra il personale docente e le famiglie. Da ricordare ovviamente il Capodanno Rai “L’anno che verrà”, organizzato con il fondamentale contributo della Fondazione Carit: evento che ha lanciato Terni nel panorama nazionale e internazionale.
Panorama nazionale – Nell’elenco delle Fondazioni bancarie, la Fondazione Carit è passata nel 2020 dal 36° al 32° posto, entrando così a far parte delle Fondazioni medio/grandi italiane con un patrimonio di 216.583.455 euro accresciuto di 8 mln. Ciò è stato possibile grazie ad una rinnovata e attenta gestione degli investimenti finanziari, che ha generato la redditività necessaria per lo svolgimento dell’attività istituzionale e per sovvenire alle necessità del territorio, lasciando ampio spazio alla progettazione di iniziative proprie importanti”.

Il presidente Luigi Carlini

“Il bilancio 2021 della fondazione descrive quest’anno l’attività di un esercizio difficile e complesso. La pandemia ha cambiato la vita delle persone, delle organizzazioni e delle istituzioni e quindi della comunità; inoltre, ha generato una grande depressione economica con forti conseguenze per i mercati finanziari. In questo scenario anche la nostra Fondazione si è trovata di fronte alla necessità di interpretare le grandi trasformazioni in atto con nuovi modelli di intervento sul territorio e con strategie dinamiche e flessibili nell’ambito degli investimenti finanziari. Il bilancio consuntivo costituisce da sempre un momento molto significativo nella gestione di una fondazione di origine bancaria, in quanto da un lato descrive come sono state impiegate le risorse rivenienti dalla gestione patrimoniale, dall’altro rappresenta la sintesi del lavoro svolto in un anno solare a favore della comunità e del territorio grazie alla partecipazione collegiale degli organi tutti e dello staff”.

Critiche al sindaco e Regione

Nel corso della presentazione del bilancio non sono mancate tirate d’orecchie al sindaco Latini e alla Regione. Carlini ha sottolineato una certa timidezza da parte del primo cittadino nel lavorare sul fronte delle grandi opere, mentre Ulrico Dragoni, coordinatore del comitato investimenti dell’ente, ha sottolineato che “Non vediamo, purtroppo, entusiasmo da parte del sindaco Latini quando dalla Fondazione facciamo proposte per delle grandi opere. Questo ci dispiace molto, vorremmo vedere da parte sua qualcosa di valido, pensando anche che a Terni si avvicinano le elezioni. Anche da parte della Regione Umbria ci piacerebbe vedere maggior contributo, ad esempio per quanto riguarda l’ospedale . Il divario tra i servizi dell’ospedale di Perugia e quello di Terni è ben visibile ormai a tutti, ma dove sta la direzione ospedaliera? Perché non si fa sentire?”. Per il presidente Carlinin, il “Santa Maria” continua a fare i conti con gravi carenze di personale e sono ncessarie risposte in tempi brevi da parte della Regione.

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