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tasse consiglio regionale

Aumento tasse, giovedì la pratica in Consiglio: gli ultimi sviluppi

Lunedì parti sociali ancora attese in Regione per un confronto sulla Manovra preadottata dalla Giunta regionale. Contestualmente agli aggiornamenti degli incontri con la Giunta, anche la minoranza ha chiesto un confronto con le categorie per spiegare perché ritiene la manovra inutile, almeno rispetto al fabbisogno reale dei conti della sanità.

Rispetto al “balletto” di cifre, tra maggioranza e opposizione, sui conti della sanità, secondo i numeri portati dalla Regione al Tavolo tecnico del Mef, il disavanzo delle quattro Aziende sanitarie umbre è di circa 34 milioni. A questa cifra si aggiungono i 39 milioni del Fondo di dotazione che la Regione è chiamata nel tempo a ricostituire.

L’opposizione ritiene inoltre esigibili i 48 milioni del pay-back dispositivi medici, sulla base di quanto indicato dalla Tabella A contenuta nell’art. 8 del decreto legge n. 34 del 30 marzo 2023.
Mettendo da parte quest’ultima cifra che rappresenta un ulteriore argomento di scontro della politica, ed ipotizzando che l’Umbria si impegni a ricostituire in tre anni il fondo di dotazione, il fabbisogno è per il primo anno di circa 47 milioni di euro (34+13). La metà rispetto ai 90 milioni di extra-gettito che garantirebbe la Manovra, così come approvata in Giunta, già da quest’anno. Con un aumento dell’Irpef che porterebbe il prelievo alle seguenti aliquote:

  • da 0 a 15mila euro immutato con il solo prelievo statale dell’1,23%;
  • da 15mila a 28mila euro con un’aliquota complessiva che passerebbe dall’1,62% al 3,18%;
  • da 28mila a 50mila euro dall’1,67% al 3,28%;
  • oltre i 50mila euro dall’1,83% al 3,33%.

Il commissariamento paventato

Pur non ricorrendo l momento le condizioni per un rischio di commissariamento della sanità umbra sulla base dell’iter di legge, Regioni che hanno visto la propria sanità commissariata, come la Calabria, applicano un’addizionale Irpef al 2,03%.

Alla luce delle proteste e delle proposte delle parti sociali e dell’evidenza circa i numeri reali del deficit della sanità (sempre che non si tenga conto dell’introito del pay-back dispositivi medici) la Giunta regionale si è detta disponibile ad attenuare (o annullare del tutto) l’aumento Irpef per la fascia di reddito tra 15mila e 28mila euro.

L’utilizzo dell’extra-gettito

Non è ancora chiaro se l’eventuale clausola di salvaguardia per questo scaglione debba essere compensato, ed eventualmente in quale misura, con ulteriori aggravi delle aliquote per le altre fasce di reddito, che con gli aumenti previsti si avvicinano già al massimo. Perché ad oggi non è chiaro quanto l’esecutivo regionale intenda realizzare da questa Manovra aggiuntiva, né le destinazioni di questo extra-gettito. Indicate genericamente nella stessa delibera n. 260/2025: trasporto pubblico locale, diritto allo studio, interventi in ambito socio-educativo, sviluppo economico, politiche attive del lavoro, ambiente, cofinanziamento programmi comunitari.

L’urgenza di approvare la Manovra entro il 15 aprile, punto fermo della maggioranza, sembra del resto indicare la volontà di poter utilizzare l’extra-gettito anche per politiche altre rispetto alle esigenze di pareggio dei conti della sanità. Obiettivo, quest’ultimo, che deve essere raggiunto non soltanto aumentando il prelievo fiscale, ma anche attraverso una riduzione degli sprechi e delle diseconomie possibili con le riforme dalle parti auspicate.

L’Irap e gli effetti sull’economia

Per il 2026 e 2027, la Manovra prevede di elevare l’extra-gettito a 116 milioni di euro circa, attraverso un aumento del 10% del bollo auto e dello 0,50% dell’aliquota Irap a carico di gran parte delle imprese.
L’incremento dell’Irap si aggiunge all’aliquota attuale del 3,90, raggiungendo il 4,40 per le imprese ordinarie (con una clausola di salvaguardia per le attività esenti o che già hanno avuto un aumento).

Una Manovra che interviene in un periodo di grande incertezza economica, caratterizzato dagli aumenti dei costi energetici (e quindi delle materie prime e dei costi di produzione in generale). Con aspettative nel breve breve-medio periodo di attenuazione del traino rappresentato dal settore dell’edilizia (per effetto del venir meno di misure straordinarie, come il Superbonus 110 e degli interventi finanziati con il PNRR che dovranno concludersi entro il 2026).

Infine, la guerra dei dazi che potrebbe scatenarsi a seguito delle misure dell’amministrazione statunitense potrebbe portare a conseguenze la cui portata non è al momento pienamente calcolabile. Ma che, se colpisce direttamente alcuni settori, rischia indirettamente di ripercuotersi in modo negativo su tutta l’economia.
Valutazioni, queste, che interessano le imprese, ma anche le famiglie umbre, sia come lavoratori dipendenti, sia come consumatori. Compresi i pensionati e le fasce deboli sulle quali, direttamente, si ritiene di non gravare se non con l’aumento del bollo auto.

Verso il Consiglio del 10 aprile

L’Assemblea legislativa è convocata per giovedì 10 aprile. Esaurito il question-time, l’odine del giorno al punto n. 3 prevede la pratica relativa alla Manovra preadottata dalla Giunta il 21 marzo scorso. Sulla quale la maggioranza intende portare appunto un maxi-emendamento che preveda una tutela per congelare l’Irpef per la fascia di reddito tra 15 e28mila euro. L’opposizione annuncia però battaglia, con ogni mezzo.

L’obiettivo della maggioranza è comunque quello di approvare la Manovra entro il 15 aprile.