Skip to main content
Cia

Cia, da Alleanza Contadina al futuro dell’agricoltura “per la comunità”

“Coltivare valore, sostenere le comunità”, questo il tema scelto dalla Cia (Cia Agricoltori italiani dell’Umbria) per l’evento pubblico, nell’ambito di Agriumbria 2025, che ha anche celebrato il 70º anniversario dell’Alleanza Contadina. Una riflessione su temi cruciali per il futuro dell’agricoltura e delle comunità agricole, ripercorrendo allo stesso tempo l’anniversario di un percorso che ha segnato profondamente la storia dell’agricoltura italiana. Un’occasione, dunque, per passare in rassegna il passato e il presente dell’agricoltura, ma anche per delinearne il possibile futuro.

Un’agricoltura al servizio delle persone, delle comunità e dell’ambiente, obiettivo per il quale serve la collaborazione tra tutti gli attori del settore per costruire.

Dopo i saluti istituzionali di Stefano Ansideri, presidente di Umbriafiere, che ha presentato i numeri dell’edizione 2025, e di Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, che ha sottolineato l’importanza del settore agricolo per la regione, Alfonso Pascale, testimone storico di Cia, ha aperto i lavori con un intervento sulle radici dell’Alleanza Contadina, in questo racconto per comprendere quanto sia stato importante il senso di unità tra gli agricoltori.

Roberto Di Filippo, vitivinicoltore biologico, che ha discusso delle sfide attuali delle aziende agricole, e di Fabio Cossu, policy analyst presso la Commissione Europea, che ha presentato la visione dell’Unione Europea sul futuro dell’agricoltura. Problemi e possibili soluzioni alle difficoltà odierne e le prospettive future del settore.

Focus, poi, sul ruolo fondamentale che i consumatori e le cooperative alimentari stanno assumendo insieme ad Enzo Di Rosa, fondatore de “La marca del consumatore” che ha illustrato la visione futura dell’agricoltura e il ruolo crescente dei consumatori, e Giorgio Vicario, presidente della Food Coop Birà, la prima in Umbria: il primo supermercato collaborativo in via Birago a Perugia. Iniziativa che risponde alle esigenze di una comunità del quartiere.

Le conclusioni sono state affidate a Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale, che ha invitato i presenti a riflettere sulle direzioni future per promuovere una vera economia civile nel settore agricolo. “C’è la necessità – ha detto Bartolini – di un impegno collettivo per promuovere una vera economia civile nel settore agricolo. Ad esempio, la food coop Birà è un nuovo modello che stiamo cercando di far nascere e crescere in Umbria e che parte dalla conoscenza dei cittadini della necessità di creare una nuova relazione con il territorio a partire da chi lavora la terra e chi fa presidio. Pensiamo che questa sia la filiera vincente e che questo modello, che oggi sorge a Perugia e, trovi presto spazio anche in altri comuni dell’Umbria”.

Bartolini ha però evidenziato dati preoccupanti riguardo al settore: la riduzione del numero di aziende agricole in Umbria, l’elevata percentuale di terreni abbandonati e che in Umbria sono il 20%, e la predominanza di piccole imprese agricole, che rappresentano sfide significative per la regione.

“Forse il tema della comunità che supporta l’agricoltura, e dell’agricoltura che supporta la comunità – ha aggiunto – rappresenta la sfida che dobbiamo provare a cogliere. Serve fare un passo ulteriore, e lanciare il cuore oltre l’ostacolo e un approccio che coinvolga gli agricoltori. Condividiamo la visione che l’Europa ha per il futuro dell’agricoltura, come ci ha spiegato l’esponente della Commissione europea, per un sistema attrattivo, competitivo ed adeguato alle generazioni attuali e future. Ma questa visione necessita di investimenti adeguati ad affrontare le sfide future. Il rischio, altrimenti, è che la visione rimanga un bel progetto sulla carta e bisognerà rimboccarsi le maniche e trovare altre soluzioni ai problemi del settore. Il messaggio che qua oggi vogliamo lasciare è quello che serve il contributo attivo di tutti alla costruzione di un’agricoltura sostenibile e puntare sul ruolo fondamentale delle comunità nel supportare e valorizzare il settore agricolo”.