Skip to main content

Crisi della manifattura tedesca, Terni tra le province con l’export più a rischio

I dati che emergono dal dossier dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese

C’è anche Terni tra le province italiane più esposte sul mercato tedesco, con peso delle esportazioni di prodotti manifatturieri in Germania sul valore aggiunto provinciale doppio rispetto alla media, con l’8,8%. Una percentuale inferiore soltanto a quella di Chieti con 12,5%, Piacenza con 10,8%, Mantova con 9,5%, Reggio Emilia con 8,9%.
Sono queste le province italiane – secondo il dossier realizzato dall’Ufficio studi di Confartigianato – che guardano con più preoccupazione alle difficoltà della manifattura tedesca e alle conseguenze per le esportazioni italiane. Dopo due anni consecutivi (2023-2024) di recessione, nel 2024 il mercato della Germania segna un calo del 5,0% delle vendite del made in Italy a fronte della stabilità (+0,2%) nel resto del mondo.
Nell’ultimo anno il calo dell’export è pari a 3.759 milioni di euro: le imprese italiane hanno perso oltre 10 milioni di euro al giorno di vendite sul mercato tedesco.
In chiave territoriale, maggiore esposizione sul mercato tedesco del Veneto con esportazioni di prodotti manifatturieri in Germania pari al 6,2% del valore aggiunto regionale, seguito da Piemonte con 6,1%, Emilia-Romagna con 6,0%, Trentino-Alto Adige con 5,9%, Friuli-Venezia Giulia con 5,5%, Abruzzo, prima regione del Mezzogiorno, con il 5,2%, Lombardia con 4,6%, Umbria con 4,3% e Toscana con 4,1%. 
Nei territori specializzati nella produzione di macchinari si sta soffrendo la bassa domanda interna e il calo delle importazioni della Germania, di cui l’Italia e la prima fornitrice mondiale. Nei primi nove mesi del 2024, a fronte di un calo del 5,0% in media nazionale, le esportazioni di macchinari sul mercato tedesco scendono del 10,7% in Veneto e del 9,2% in Emilia-Romagna. Calo più contenuto (-2,9%) per la Lombardia, mentre si osserva una tenuta (+0,8%) in Piemonte. Tra le prime quindici province si registrano cali a doppia cifra per Reggio Emilia, Padova, Verona, Modena, Brescia e Parma.
Nel 2024 la produzione della prima manifattura d’Europa perde il 4,8% su base annua, un calo più ampio del 2,5% della media Ue, con una performance peggiore di quelle registrate in Italia (-3,7%) e Francia (-0,6%).
In calo del 6,9% la produzione di autoveicoli, che in Germania rappresenta più della metà (52,9%) dell’occupazione europea del settore. Dopo il varo del Green Deal europeo, tra il 2019 e il 2024, la Germania ha perso il 18,1% della produzione di autoveicoli. Con la stretta monetaria, in due anni si registra un calo dell’8,7% degli investimenti in macchinari (-2,2% in Eurozona).

Condividi questo articolo