
Femminicidio a Spoleto, così Gianluca ha ucciso la moglie Laura Papadia tentando poi il suicidio
La donna di 37 anni vicedirettrice di un supermercato, il 48enne Gianluca Romita è un rappresentante di vini: fermato al Ponte delle Torri
Femminicidio a Spoleto, dove Gianluca Romita, 47enne, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Laura Papadia, di 36 anni.
La tragedia si è consumata alla Rocca dei Perugini, complesso nella parte bassa del centro storico di Spoleto, alla fine di corso Garibaldi. Qui da poco più di un anno viveva la coppia. Lei, originaria di Palermo, si era trasferita nella città ducale perché assunta come vice direttrice di una supermercato.
Lui, di Senigallia, da tempo lavorava in zona come rappresentante di vini. I poliziotti, che lui stesso aveva chiamato confessando l’uccisione della moglie, lo hanno arrestato nei pressi del Ponte delle Torri, dove voleva togliersi la vita. Gli agenti lo hanno trovato in evidente stato di agitazione, riuscendo a farlo desistere dal compiere un altro gesto estremo dopo una lunga trattativa, al termine della quale si è consegnato loro.
Nell’abitazione dove presumibilmente è stato compiuto il delitto la polizia scientifica sta effettuando i rilievi. Da una prima ricognizione cadaverica, Laura è stata strangolata, forse nel sonno. Gli agenti sono entrati all’interno da una finestra, con l’aiuto dei vigili del fuoco. Trovando il corpo senza vita della donna.
Gianluca Romita è stato condotto in Commissariato a Spoleto, dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non sono ancora chiari, come ha detto sul momento il procuratore capo di Spoleto Claudio Chicchella, i motivi che lo avrebbero condotto a compiere il femminicidio. Sono in corso indagini circa tracce di precedenti liti o comunque episodi che potrebbero poi essere degenerati, sino al tragico epilogo.