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La confessione di Romita: “Ecco perché ho ucciso Laura”

Il 48enne si trova in carcere a Maiano: ha strangolato la moglie dopo l’ennesima lite perché lei voleva un figlio

Con un minuto di silenzio in apertura della seduta del Consiglio comunale le Istituzioni hanno voluto manifestare il cordoglio della città di Spoleto per l’uccisione di Laura Papadia, strangolata dal marito Ginaluca Romita nella loro abitazione all’interno della Rocca dei Perugini.

Un’uccisione, ha confessato l’uomo nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto in commissariato prima di essere portato nel carcere di Maiano, nato per continue liti a causa della volontà della donna, 37enne, di aver un figlio. Lui invece di figli ne ha già due, da precedenti relazioni. Liti continue, sino a quella dell’altra notte, in cui Romita ha strangolato la moglie. Per poi recarsi al Ponte delle Torri per togliersi la vita, venendo però fermato dai poliziotti ai quali lui stesso aveva telefonicamente comunicato quanto appena compiuto.

Sarà l’autopsia a confermare le cause del decesso. E soltanto dopo l’ultimo esame autoptico la salma potrà essere riconsegnata ai familiari, che risiedono a Palermo, dove saranno celebrati i funerali. Quel giorno, a Spoleto sarà proclamato il lutto cittadino

Intanto sabato 29 marzo alle ore 18,30 si terrà una fiaccolata per sensibilizzare l’opinione pubblica alla piaga della violenza sulle donne, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Centro Anti Violenza.

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