
Manovra: imprese e sindacati attendono modifiche, nuovo scontro politico in Commissione
La manovra va cambiata. Per non gravare sulle famiglie più vulnerabili. E perché il deficit della sanità è sensibilmente più basso di quello inizialmente ipotizzato, che aveva portato ad una manovra aggiuntiva di 90 milioni per quest’anno e di 116 milioni dal prossimo anno.
Le associazioni di categoria, ricevute giovedì a Palazzo Donini dalla Giunta, hanno però evidenziato l’importanza di prevedere anche interventi mirati a favorire la crescita economica e la competitività del sistema produttivo umbro.
La Giunta regionale ha rinnovato la disponibilità a proseguire il confronto per arrivare a una definizione finale della manovra il più possibile condivisa e il più possibile equa con la possibilità di una riduzione del carico fiscale se si dovesse raggiungere l’equilibrio tramite la revisione della spesa e le riforme.
I sindacati: manovra da ritirare
Più tumultuoso l’incontro con i sindacati di mercoledì, che è stato poi aggiornato a lunedì 7 aprile. I rappresentanti di lavoratori e sindacati attendono di comprendere le modifiche che la Giunta intenderà adottare. Tutti concordi sulla necessità di eliminare gli aumenti Irpef per la fascia di reddito tra 15 e 28mila euro. I sindacati hanno poi chiesto di mettere mano al nuovo Piano sanitario.
In conferenza stampa, i tre segretari generali hanno espresso le loro posizioni sull’incontro avuto, in attesa del prossimo.
“Per noi – ha commentato Maria Rita Paggio, Cgil – è fondamentale che ci sia una discussione complessiva sul nuovo Piano sanitario regionale per capire come si è arrivati a questo punto e come si può evitare che accada di nuovo. La preoccupazione che abbiamo è chiarire qual è la prospettiva per una inversione di tendenza del sistema sanitario regionale, che così com’è non funziona. Bisogna fare un ragionamento complessivo sui temi generali che riguardi anche le liste d’attesa, la non autosufficienza e la sanità territoriale. Siamo preoccupati non solo per l’oggi ma anche rispetto al domani”.
Il segretario della Uil, Maurizio Molinari, ha stigmatizzato ancora una volta la mancanza di trasparenza. “Non penso che una manovra del genere sia accettabile – ha detto Molinari –. Non si è fatto un passo indietro da parte della Regione, non credo che lunedì qualcosa cambi, andremo all’incontro ma le prospettive non sono rosee. Abbiamo dato la nostra disponibilità per vedere come ristrutturare la sanità, seppure questa è competenza della politica, ma abbiamo chiesto un totale passo indietro sulla delibera di marzo e sui 34 milioni di euro che non c’è stato. Sappiamo che l’economia umbra ha bisogno di una sterzata e di una politica che pensi a come riportare il Pil in positivo cercando di trovare nuove formule. Le scelte deve farle la politica, non è possibile che ogni volta che c’è un buco il bancomat devono essere i cittadini. Voglio capire anche le scelte a livello nazionale: togliere 40 milioni di euro alla sanità umbra non è uno scherzo”.
Angelo Manzotti, Cisl: “Abbiamo fatto chiarezza sui numeri. Il disavanzo in sanità conia 34 milioni di euro, dato strutturato degli ultimi 5 anni. Abbiamo chiesto di accantonare la delibera di marzo e affrontare le cause che hanno portato da una sanità attiva a una sanità passiva. Prima di andare a mettere le mani in tasca a cittadini e ai contribuenti chiediamo di avviare tavolo di trattativa per un nuovo Piano sanitario regionale che oggi non risponde più alle esigenze dei cittadini. Un piano sanitario non più centrato sugli ospedali ma che risponda sul territorio alle esigenze dei cittadini”.
Nuovo scontro in Commissione
Intanto, sempre nella giornata di giovedì, c’è stata l’audizione in Terza Commissione dei tecnici di Kpmg, l’advisor esterno incaricato di redigere il “famoso” report sui conti della sanità umbra. Report che, è stato chiarito, ancora non c’è. Esiste un “documento di lavoro in progress”, quello da cui emergono i 34 milioni di defit, ai quali si aggiungono i 39 milioni del Fondo di dotazione da ricostituire nel tempo. I numeri che la Regione Umbria ha portato al Tavolo tecnico del Mef.
Insomma, nessun passo avanti è stato fatto. Prosegue lo scontro politico. Con l’opposizione che prosegue l’occupazione del Consiglio regionale e la maggioranza determinata a varare la manovra in via ordinaria, entro la scadenza del 15 aprile.