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indagini ilaria sula

Morte di Ilaria, l’ex fidanzato ha confessato: l’alibi col cellulare lo ha incastrato

Ha ucciso Ilaria Sula con due coltellate alla gola. Poi, ne ha messo il corpo in una valigia, abbandonata in un dirupo in zona Poli, alla periferia di Roma. Di fronte alle domande degli inquirenti, che lo hanno fermato sulla base dei riscontri sul cellulare della studentessa ternana, il 23enne filippino Mark Antony Samson, ex fidanzato della giovane, ha confessato. Questo il racconto reso agli inquirenti, che ora stanno cercando riscontri oggettivi.

Tra gli elementi che lo hanno incastrato, appunto, il fatto che dopo il femminicidio abbia utilizzato il cellulare della giovane per crearsi un’alibi, interagendo per suo conto sui social e rispondendo ad alcuni messaggi in chat.

In realtà, di Ilaria Sula, 22enne iscritta al terzo anno di Statistica all’Università La Sapienza a Roma, dove viveva condividendo l’appartamento con altre studentesse, non si avevano notizie dal 25 marzo.

L’ex fidanzato filippino aveva addirittura accompagnato i genitori della giovane al Commissariato Sant’Ippolito per denunciarne la scomparsa.

Gli inquirenti hanno seguito le celle agganciate dal cellulare della giovane, dopo la sua scomparsa. Fino al dirupo dove è stata trovata la valigia con il corpo senza vita di Ilaria. A quel punto, i sospetti sono caduti sull’ex fidanzato, ipotizzando che avesse usato i social ed inviato messaggi fingendo che fosse la studentessa a farlo.

Dopo il fermo, interrogato, il 23enne è crollato.

Il corpo di Ilaria è stato portato all’Istituto di medicina legale, dove sarà sottoposto ad autopsia. L’appartamento nel quartiere Africano Homs a Roma dove il giovane vive con i genitori è stato posto sotto sequestro.

L’Umbria piange un’altra vittima. In pochi giorni tre i delitti. In due casi si tratta di femminicidi, nell’altro, di una figlia accusata di aver assassinato l’anziano padre.

Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, parla di una notizia che “getta nello sconforto e nel dolore una intera città. Si tratta di un atto di grande crudeltà nei confronti di una giovane donna, di una ragazza fortemente impegnata negli studi e nella vita sociale”.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ribadisce l’importanza di intervenire tempestivamente intensificando le azioni nelle scuole e nelle università, partendo dai giovani, per promuovere una cultura di rispetto e di consapevolezza. Ma parla anche di rafforzare i servizi di supporto alle vittime di violenza, perché è urgente che la cultura del silenzio venga spezzata, e che ogni segnale di abuso venga ascoltato e affrontato. “La discriminazione di genere, l’oggettivazione delle donne e la cultura della violenza – dice – non devono più trovare spazio nella nostra quotidianità”.