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Tag: Assisi

L’Economia di Francesco: l’appello per il sostegno alla fragilità e la redistribuzione

L’economia che non guarda ai poveri è un’economia cieca. E’ il messaggio lanciato dagli economisti e ricercatori che si sono ritrovati per la conferenza internazionale ‘At the Roots of Economic Ethics’ promossa dalla The Economy of Francesco Foundation.

Una tre giorni che si è appunto chiusa con un messaggio chiaro: non esiste futuro sostenibile senza rimettere al centro fragilità e redistribuzione. E non è un caso che il confronto si sia tenuto proprio al Serafico, luogo in cui inclusione e cura smettono di essere temi teorici per diventare esperienza quotidiana accanto a bambini e ragazzi con disabilità complesse. 

Tra gli interventi più incisivi quello dell’economista Luigino Bruni, che ha smontato il dogma del PIL indicando in San Francesco una figura ancora capace di interrogare radicalmente il capitalismo contemporaneo. “Se oggi Francesco potesse parlare agli economisti – ha spiegato – ricorderebbe che l’economia è solo una parte della vita, e non il suo tutto. Il denaro misura le cose meno importanti della vita perché quelle davvero essenziali non passano dal mercato”. Bruni ha parlato poi della necessità di un vero e proprio “bagno di umiltà”: rimettere i poveri e i fragili al centro non è un esercizio spirituale, ma l’unica via per salvare l’economia dalla sua stessa ossessione per la performance. Secondo l’economista, infatti, la povertà francescana non nasceva dal rifiuto ideologico della ricchezza, ma dal tentativo di costruire relazioni diverse con il potere e il denaro; una visione che oggi torna attuale nella società moderna attraversata da disuguaglianze crescenti e cultura dello scarto.

Non ha usato giri di parole il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, Felice Accrocca, secondo cui “la ricchezza nelle mani di pochi non è solo un’ingiustizia ma un’arma che ‘affama i popoli’”. Il suo richiamo al pensiero francescano è diventato così un manifesto politico contro il monopolio delle risorse, riportando la redistribuzione al centro del dibattito pubblico. Accrocca ha ricordato inoltre che tutto il percorso umano e spirituale di Francesco nacque proprio dall’incontro con la fragilità e con il dolore umano: “Quando Francesco divenne fragile – ha sottolineato – venne colpito dalla fragilità degli altri: è stato in quel momento che cambiò la sua vita. In questo modo emerge come la fragilità possa diventare una risorsa”.

Tra gli interventi più attuali quello dello storico Giacomo Todeschini, che ha messo in discussione una delle convinzioni più radicate dell’economia contemporanea: l’idea che il valore delle persone coincida con il loro valore di mercato. Secondo Todeschini, infatti, il pensiero francescano nasce proprio per contrastare una società fondata sull’accumulazione e sulla concentrazione della ricchezza, proponendo invece una visione in cui beni, relazioni e persone non vengono valutati esclusivamente in termini di profitto. “Non tutto ciò che il mercato considera marginale o improduttivo è privo di valore”, è il messaggio emerso dal suo intervento, che ha richiamato l’importanza della dignità umana e il pericolo rappresentato dalle nuove forme di esclusione sociale. Una visione, questa, condivisa anche da Francesca Di Maolo, presidente del Serafico, tra i fondatori della Fondazione Economy of Francesco, secondo cui “la disuguaglianza non nasce soltanto da una cattiva redistribuzione dei beni, ma anche dall’incapacità di riconoscere il valore intrinseco delle persone. Al Serafico lo vediamo ogni giorno: ci sono persone che il mercato rischia di considerare marginali, improduttive o persino invisibili, ma che custodiscono capacità, relazioni, desideri e possibilità di generare bene comune”. Secondo la presidente del Serafico, inoltre, “una società che non crea le condizioni affinché queste persone possano esprimere il proprio potenziale, non sta semplicemente producendo ingiustizia: sta impoverendo sé stessa sprecando una parte della propria ricchezza umana. È qui che entra in gioco il progetto di vita: costruire contesti, relazioni e opportunità che permettano a ogni persona di partecipare pienamente alla vita della comunità”.

Nel suo intervento dedicato all’‘Homo Mendicans’ Helen Alford, economista e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha sottolineato come il modello economico si sia trasformato in “tecnocrazia neutrale” e faccia fatica a interrogarsi sui fini ultimi dell’agire economico. Secondo Alford, infatti, il sistema contemporaneo produce una sorta di vuoto morale in cui persino i grandi leader economici finiscono per sentirsi ingranaggi senza responsabilità reale. Da qui, dunque, la proposta di recuperare una visione dell’economia fondata non sulla competizione permanente ma sulla partecipazione e sulla gratuità.

Un richiamo alla concretezza della santità sociale ha trovato eco nelle parole del vescovo emerito monsignor Domenico Sorrentino, secondo cui la vera svolta non arriverà da soluzioni puramente tecniche o burocratiche: “Non sarà un diplomatico, uno studioso o un eroe a salvare la società — ha sottolineato citando Toniolo — ma una comunità di santi”. Una provocazione che vuole ribaltare il paradigma attuale: i santi non come figure distanti, ma come costruttori di un’economia capace di far fiorire la casa comune.

La sfida lanciata dalla città serafica, dunque, non si chiude con la conferenza: tra il ‘capitalismo dei dati’ e l’avanzata dell’intelligenza artificiale – secondo anche alcune delle ricerche presentate dai giovani changemaker – la domanda lanciata ai grandi della Terra è impellente: vogliamo un’efficienza senza anima o un’umanità che sappia ancora includere? A questo interrogativo, a cui i giovani ad Assisi hanno provato a rispondere, si aggiungerà la ‘voce’ di Papa Leone XIV in un cammino comune, convinti che l’unica risposta valida possa essere data insieme.

Calendimaggio, trionfa la Magnifica Parte de Sotto (immagini)

La Magnifica Parte de Sotto vince il Calendimaggio di Assisi 2026. I partaioli rossi bissano il successo dello scorso anno e salgono a quota 33 vittorie contro le 35 della Nobilissima Parte de Sopra. A decretare la Parte vincitrice della settantunesima edizione, realizzata con il sostegno della Città di Assisi, della Regione Umbria e della Fondazione Perugia, e il patrocinio del Senato della Repubblica, la giuria composta dal regista Ascanio Celestini, il direttore di coro Maurizio Sacquegna e il professor Umberto Longo dopo dopo quattro giorni di gare e spettacolo.

Prima del verdetto lo spettacolo dei cortei della sera e la sfida canora: nelle spettacolari esibizioni serali con i giochi di fuoco, la Nobilissima Parte de Sopra ha messo in scena un mondo in cui la Primavera regna eterna e Orfeo ed Euridice vivono in amore e armonia. Ma basterà un solo istante perché il sogno si incrini: Euridice scompare e con lei si spezza ogni equilibrio. Orfeo, privato di ciò che ama, abbandona il suo mondo e si addentra nel bosco. Un luogo vivo e mutevole, popolato da presenze schive e da una natura che sembra osservare e guidare chi la attraversa. Qui le stagioni si rincorrono, gli anni scorrono silenziosi, e il bosco diventa dimora e rifugio di un Orfeo ormai adulto. Nel suo lungo viaggio, la musica resta l’unico legame con ciò che ha perduto. Attraverso la musica, il confine tra perdita e presenza si assottiglia, come se ciò che è scomparso potesse ancora rispondere. E infatti Orfeo ed Euridice si incontrano di nuovo, ma quando la volontà del Re Fato si impone, il loro amore si spezza un’altra volta. Ed è proprio nel punto più fragile della storia che la voce di Orfeo diventa decisiva: il suo canto non si limita a raccontare, ma tenta di trattenere ciò che sta svanendo, di resistere, di riaprire ciò che sembrava chiuso… come se, per un istante, la storia stessa potesse scegliere di non finire.

La Magnifica Parte de Sotto ha raccontato la storia di Francesca, detta Ciccilla, tessitrice nata tra trama e ordito, si fa custode di una memoria antica, dove il gesto del tessere riflette, in qualche maniera, l’ordine del mondo. Il telaio è il cosmo: ogni stagione un filo, ogni vita una trama, ogni evento parte di un disegno più ampio in cui il divino e il terreno si intrecciano. Attraverso le voci di quattro donne – Estella, Agnoletta, Fiammetta e Fiorenza – prende forma un racconto ciclico, dove ogni stagione rappresenta una fase della vita, ma anche una prova spirituale. Si parte dall’estate, nel segno di san Giovanni, nel cuore di riti solstiziali che fondono tradizione cristiana e antichi culti agrari. E poi l’autunno, tempo di raccolto e compimento, in cui domina la figura di san Michele Arcangelo, guerriero celeste e giudice delle anime e in cui il male si nasconde nelle cose quotidiane. L’inverno porta il tempo della prova estrema. Nel gelo e nel silenzio, il popolo si affida alla fede e all’intercessione dei santi. È sant’Antonio Abate, protettore contro il “fuoco sacro”, a incarnare la speranza. E infine la primavera, che giunge come rinascita e redenzione, in cui la terra rifiorisce e ciò che era stato corrotto si rigenera. Ma come nel telaio di Francesca, il filo continua a scorrere e ogni stagione diventa metafora di una lotta eterna tra luce e oscurità — fili inseparabili della stessa trama.

Nel primo giorno dell’ostensione in 18mila hanno venerato le spoglie di San Francesco

Sono circa 18.000 persone entrate nella chiesa inferiore della Basilica per rendere omaggio a San Francesco e venerare le sue ossa, in ostensione sino al 22 marzo nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco in Assisi.

Oggi, domenica, nella prima giornata, fin dalle prime ore dell’alba, i pellegrini si sono messi in coda per la venerazione delle reliquie.

La prima pellegrina, proveniente da Modena, è entrata in chiesa alle ore 7.00 di questa mattina, segnando simbolicamente l’inizio di una giornata intensa e profondamente partecipata.
Le temperature primaverili e il clima di rispetto, raccoglimento e collaborazione, hanno fatto sì che i fedeli, con pazienza e devozione, abbiano atteso il proprio turno, offrendo una testimonianza concreta di fede e partecipazione che conferma quanto il messaggio francescano sia ancora vivo e attuale.

Determinante il contributo dei volontari, delle forze dell’ordine, dei frati e di tutto lo staff organizzativo, che hanno garantito un flusso costante e ordinato dei fedeli, senza criticità. L’accesso alla chiesa inferiore ha registrato una media di circa 1.500 persone ogni ora, consentendo a un numero significativo di pellegrini di raccogliersi in preghiera davanti alle spoglie del Santo. A tutti i pellegrini è stato consegnato un libretto pensato per accompagnare il percorso di venerazione.

“È proprio vero che san Francesco vive! – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – Migliaia di persone, in un clima di raccoglimento ma anche di gioia, hanno varcato le porte della Basilica per venerare i resti mortali di san Francesco e sentirlo sussurrare nel loro cuore una parola di bene che sostiene e fa crescere. Un segno tangibile di questa gioia composta e festosa è il silenzio che avvolge la Basilica: niente cellulari, niente selfie, solo tanta commozione e spiritualità. Un sentito grazie a tutti coloro che sono venuti, che amano Francesco e che collaborano con noi frati per rendere questa occasione un autentico momento di fraternità”.

La Solenne Celebrazione delle ore 11.00, presieduta da S.Em. il Cardinale Ángel Fernández
Artime, Legato Pontificio per le Basiliche papali di Assisi e andata in onda su Rai1 all’interno del
programma A Sua Immagine, ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli nella chiesa superiore
della Basilica, fino al raggiungimento della massima capienza consentita.
Confermato nella giornata odierna il grande interesse da parte dei mezzi di comunicazione. Dopo
gli oltre 200 giornalisti accreditati alla conferenza stampa di ieri, oggi diverse testate – provenienti
da tutto il mondo – hanno raccontato l’avvio di questo mese dell’ostensione.

Risultati importanti raggiunti anche dalla rivista San Francesco Patrono d’Italia: sono state
distribuite oltre 1.000 copie dell’edizione speciale dedicata all’ostensione – un volume di 160
pagine che approfondisce il passato, il presente e il futuro di Francesco – a testimonianza
dell’interesse e della partecipazione suscitati da questo tempo di grazia. Dal 24 febbraio sarà
possibile trovare, in tutte le edicole, la rivista in allegato con il quotidiano Avvenire.
Le fotografie della giornata di ieri e di oggi – pubblicate sui social della Basilica – hanno raccolto
oltre 2.000.000 di visualizzazioni.

Preso d’assalto anche il sito www.sanfrancescovive.org che potrebbe registrare dei temporanei
disservizi (legati alla prenotazione) a causa dell’enorme flusso di accessi. Dalle prossime ore sarà
possibile ancora prenotare gli ultimi posti disponibili.

L’evento dell’ostensione e altre iniziative del Centenario francescano sono sostenute anche dal
Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco
presieduto dal poeta Davide Rondoni.

Ad Assisi l’ostensione delle ossa di San Francesco

Da domani, domenica 22 febbraio, e per un mese, prenotandosi sul sito sanfrancescovive.org, si potrà prenotare la visita per venerare da vicino i resti mortali di San Francesco d’Assisi. L’ostensione prolungata è stata autorizzata da Papa Leone, dopo che il padre custode del Sacro Convento, Marco Moroni, aveva esposto l’idea a Papa Francesco, avendo la sua benedizione.

Questa mattina, sabato, a partire dalle 9 si è proceduto – alla presenza tra gli altri di diversi frati della comunità – all’estumulazione dei resti mortali di san Francesco dal sarcofago in cui riposano. sono stati deposti su una mensa preparata ad hoc nella cripta della Basilica. Poi la celebrazione della traslazione – a partire dalle 16 – e dei vespri in chiesa inferiore alla presenza di circa 300 frati.

Le visite tramite prenotazione

Da domenica mattina l’accesso a coloro che si sono prenotati, fino al 22 marzo.

Le persone prenotate, all’ingresso della tenda dell’accoglienza – montata per l’occasione nella piazza inferiore – riceveranno:
il libretto del pellegrino: con informazioni sui luoghi, gli orari e le possibilità dell’esperienza e con un testo che prepara la venerazione attraverso la valorizzazione dell’arte presente in Basilica. Nell’ultima pagina i pellegrini potranno ricevere anche il timbro del pellegrino, come è tradizione in occasione di pellegrinaggi verso alcuni celebri santuari della cristianità.
un foglio su cui scrivere una preghiera a san Francesco – da deporre a lato dell’urna con i resti del santo;
il santino con la preghiera del pellegrino
Le possibilità di visita sono due, a seconda dei giorni e degli orari.
Il percorso A (guidato da un frate: dalle 10 alle 16, dal lunedì al venerdì) è per gruppi linguisticamente omogenei di massimo 60 persone. Prevede una catechesi di accoglienza e, dopo la venerazione, la conclusione con la liturgia del rinnovo delle promesse battesimali nella cappella San Bonaventura all’interno del Sacro Convento. Questi pellegrini, riceveranno anche in dono un ricordo simbolico: un vasetto biodegradabile, con della torba essiccata e dei semi di grano, per rivivere a casa l’esperienza che – solo morendo alla condizione di seme – esso può diventare fecondo.
Il percorso B, fino alle 10 del mattino e dopo le 16 nei giorni feriali, tutto il giorno nei weekend, è un cammino autonomo da parte del pellegrino, munito del libretto con le informazioni essenziali per l’esperienza.

L’ingresso nei giorni feriali è a partire dalle 7.30 (nel weekend alle 7) mentre la chiusura è alle 19.

In Basilica non è permesso fare foto o video.
All’interno del convento è stata allestita un’area per le confessioni, una sala per la registrazione di intenzioni di messe, le offerte e l’eventuale ritiro del numero da collezione della rivista San Francesco vive e del timbro ufficiale del pellegrinaggio.

I numeri dell’ostensione

Le persone prenotate per la venerazione delle reliquie di san Francesco sono a oggi circa 370000, dai 5 continenti, sebbene la maggior parte sia italiana (80%). 5000 dagli USA, 3100 dalla Croazia, 2000 dalla Slovacchia, 1500 dal Brasile e dalla Francia, 234 dall’Indonesia, 37 dal Giappone, 1000 dal Regno Unito, alcuni da Kenya, Giamaica, e Singapore.
I volontari sono circa 400; tra loro anche persone provenienti da America e Australia, dal Pakistan e dall’India e dal Kenia. Appartengono a oltre 60 associazioni: Ente Calendimaggio, Pro Loco, Protezione Civile, misericordie, realtà ecclesiali di stampo francescano e non, associazioni laiche, Scuola Alberghiera, Associazione Nazionale Carabinieri, CISOM.

Assisi, visita delle istituzioni comunali alla Ciam

Una delegazione istituzionale composta dal sindaco di Assisi Valter Stoppini, dalla presidente del Consiglio Comunale Annalisa Rossi, dall’assessore ai lavori pubblici Francesca Corazzi e dal consigliere Cristina Susta, ha visitato la sede della Ciam di Petrignano di Assisi, nell’ambito di un ciclo di incontri istituzionali avviati dall’Amministrazione comunale con le realtà produttive del territorio.

La delegazione è stata accolta dal presidente del Gruppo Ciam, Federico Malizia, e dal fondatore Giuseppe Malizia, con i quali si è svolto un momento di confronto e conoscenza della storia aziendale, delle attività produttive e dei molteplici progetti di sviluppo.

Fondata nel 1977, Ciam rappresenta oggi una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale nel settore dell’arredo e della refrigerazione professionale per il comparto HO.RE.CA. La nuova sede di Petrignano, estesa su oltre 23.000 metri quadrati, integra produzione, progettazione e spazi espositivi, tra cui il Ciam Museum, ed è parte di una rete che comprende sedi a Milano, Dubai e Miami.

Nel corso della visita è stato possibile approfondire l’organizzazione del lavoro per isole di produzione, l’elevato livello tecnologico dei processi e la capacità dell’azienda di realizzare soluzioni personalizzate di design e refrigerazione, destinate a mercati internazionali e a brand del settore food retail.
Apprezzata anche la forte presenza di giovani all’interno dell’organico aziendale, elemento che testimonia la capacità della Ciam di investire sulle nuove generazioni, valorizzandone competenze tecniche e professionali in un contesto produttivo altamente specializzato e innovativo.

L’iniziativa – fanno sapere dal Comune – rientra nell’attività istituzionale di conoscenza e dialogo con il tessuto economico locale, con l’obiettivo di mantenere un contatto diretto con le imprese che operano e investono nel territorio comunale.

Natale ad Assisi premiato dal Ministero del Turismo

Il Ministero del Turismo ha premiato il progetto del Natale ad Assisi 2025, promosso dal Comune, con un finanziamento di 300mila euro in esito a bando pubblico a cui l’ente ha partecipato con successo.

Si tratta di risorse legate al Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), finalizzato a finanziare azioni innovative e sostenibili di promozione turistica con fondi gestiti direttamente dal Ministero.

Il Comune di Assisi – aderendo all’avviso con un piano firmato dall’ufficio Turismo e marketing territoriale – ha presentato domanda lo scorso settembre, proponendo l’esperienza del “Natale di pace, luce e incontro”. Un Natale unico nel suo genere, fra tradizione e innovazione, teso a valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della città, i valori francescani e le eccellenze del territorio, promuovendo un messaggio di speranza nel mondo, attraverso spettacolari proiezioni luminose architetturali legate al tema della pace nell’arte contemporanea ed eventi destinati ad attrarre un pubblico ampio e trasversale.
L’istanza presentata dal Comune di Assisi è stata particolarmente apprezzata dal Ministero del Turismo, che ha assegnato il massimo del contributo richiesto, pari cioè a 300mila euro, premiando in particolare la capacità di generare ricadute economiche e sociali positive sul territorio e di promuovere i flussi turistici diversificando e destagionalizzando l’offerta. L’esito del bando è stato reso noto in questi giorni. Si tratta dell’unico Comune della provincia di Perugia ad aver ottenuto tale finanziamento, a fronte di soltanto due città in tutta l’Umbria.

“Siamo orgogliosi e soddisfatti – sottolineano Valter Stoppini e Fabrizio Leggio, sindaco e assessore al turismo di Assisi – del risultato raggiunto e del fatto che il Ministero del Turismo abbia riconosciuto, valorizzato e premiato il Natale ad Assisi, che rappresenta ormai un prodotto culturale e turistico di alto livello, punto di riferimento in tutta Italia. Ringraziamo l’Ufficio e il personale che ha costruito il progetto, che non solo nel periodo natalizio ma tutto l’anno lavora con passione, dedizione e grande professionalità alla promozione e alla valorizzazione della città e del territorio”.

Da Assisi il messaggio per un nuovo umanesimo economico

Ad Assisi si è tenuta la prima edizione della Conferenza biennale “Verso una economia universale fondata sui Diritti Umani”, riflessione sui nuovi modelli di sviluppo sostenibile. L’iniziativa, promossa dalla Cattedra UNESCO in Sistemi Economici e Diritti Umani dell’Università Nazionale de La Plata, in collaborazione con Regione UmbriaComune di AssisiUniversità degli Studi di Perugia e Camera di Commercio dell’Umbria, ha riunito economisti, magistrati, imprenditori e studiosi da oltre venti Paesi, trasformando il Palazzo del Monte Frumentario in una vera “capitale dei diritti”.

Dopo le Lectio Magistralis di mons. Domenico Sorrentino e del prof. Stefano Zamagni, la Conferenza ha sviluppato quattro tavoli tematici dedicati a economia, ambiente, educazione e finanza etica, culminando nella presentazione del Manifesto di Assisi per un’economia universale dei diritti umani e nella nascita di un Comitato permanente che ne seguirà l’attuazione.

Tra le riflessioni emerse con maggiore forza, la necessità di ripensare la teoria economica dominante, oggi schiacciata sulla massimizzazione del profitto e lontana dai bisogni delle persone. “La povertà non è un destino, ma una scelta politica”, ha affermato Zamagni, ricordando che oltre un terzo della popolazione mondiale vive con meno di sette dollari al giorno. Da qui l’urgenza di una finanza nuovamente ancorata all’economia reale, capace di generare valore condiviso e non disuguaglianze.

Sotto accusa anche le cosiddette economie di morte, dall’industria bellica al traffico di rifiuti tossici, fino a un concetto di “green economy” spesso utilizzato dai grandi gruppi per rilegittimarsi. “È tempo di restituire all’economia il suo senso ontologico – ha detto il profesor Francesco Vigliarolo, titolare della Cattedra UNESCO e ideatore della Conferenza – ponendo i diritti umani come bussola di ogni scelta produttiva. Non è solo necessario, è urgente”.

Tra le proposte concrete, quella del giudice Francesco Neri di riconoscere il reato ambientale come crimine contro l’Umanità, un passo simbolico ma di grande portata giuridica e morale. Proprio la Cattedra UNESCO lancerà una campagna internazionale per promuovere questa istanza presso istituzioni e organismi multilaterali.

La voce delle istituzioni e il ruolo della Camera di Commercio dell’Umbria

Determinante il contributo della Camera di Commercio dell’Umbria, partner istituzionale e sostenitore della Conferenza. Il Segretario Generale Federico Sisti ha ricordato come l’impresa, nella Costituzione italiana, non sia soltanto un soggetto economico ma anche un fattore sociale: “Conta il Pil, ma ancora di più il Bil, il Benessere interno lordo – ha dichiarato – La ricchezza prodotta da un’impresa è anche culturale e relazionale. In Umbria questo principio è concreto: da Luisa Spagnoli a Brunello Cucinelli fino alle società benefit, il valore della persona è parte integrante del sistema produttivo”.

La Camera di Commercio ha portato ad Assisi l’esperienza di una regione laboratorio di sostenibilità, dove l’economia circolare e i criteri Esg si traducono in azioni tangibili. “Le imprese umbre – ha sottolineato Sisti – mostrano che competitività e responsabilità possono camminare insieme, restituendo valore ai territori e fiducia alle comunità”.

Nel panel Economy and Society: Innovations and Social Practices for Human Rights, il confronto con esperti internazionali ha evidenziato la necessità di diffondere nuovi indicatori di benessere e di sostenibilità, capaci di misurare non solo la crescita economica ma anche l’impatto sociale e ambientale delle imprese.

Giovani protagonisti e dialogo globale

Importante partecipazione dei giovani, provenienti da università italiane e straniere, che hanno animato i laboratori dedicati a educazione economica, finanza etica e cooperazione. Le loro proposte – innovative e pragmatiche – sono entrate a pieno titolo nel testo finale del Manifesto, segnando un passaggio generazionale nel modo di pensare l’economia.

Accanto ai relatori italiani, hanno portato il loro contributo Michael Humphrey (Australia), Srikanta Patnaik (India), Wolfram Elsner (Germania), Gloria Ramirez (Messico), Antonio Rojas (Spagna) e Jurema Tomelin (Brasile), insieme ai magistrati Francesco Neri e Olga Tarzia. L’ampio spettro di provenienze ha dato corpo a un dialogo tra culture e discipline, confermando Assisi come luogo privilegiato di incontro tra economia, etica e spiritualità.

Nel complesso, la Conferenza ha registrato oltre duecento partecipanti in presenza e da remoto, con un intenso scambio di idee che ha generato nuove collaborazioni accademiche e istituzionali.

Da Assisi al mondo: un’economia di vita

Il messaggio finale della tre giorni è netto: un’economia che non mette al centro l’uomo non è più sostenibile. Da Assisi parte un cammino globale che punta a una “economia di vita”, contrapposta a quella di morte e di sfruttamento.

L’Umbria, grazie anche al ruolo della sua Camera di Commercio, si conferma laboratorio di un nuovo umanesimo economico, dove impresa, conoscenza e solidarietà dialogano nel segno di San Francesco.

Assisi non è solo un luogo simbolico – ha osservato Vigliarolo – ma il punto da cui rilanciare una visione di fraternità capace di ispirare la politica economica mondiale”.

Da questo primo appuntamento nasce una rete internazionale pronta a portare avanti, da qui ai prossimi due anni, un programma di ricerca, formazione e divulgazione dedicato ai Sistemi economici fondati sui diritti umani. Una sfida culturale e civile che ha trovato, nel cuore verde d’Italia, la sua voce più autentica.

Dal 2026 il 4 ottobre, San Francesco, sarà festa nazionale

Dal prossimo anno il 4 ottobre, San Francesco, tornerà ad essere festa nazionale. Con l’approvazione finale in Senato, il provvedimento è legge.

“San Francesco – ricorda con soddisfazione Stefania Proietti, presidente della Regione e già sindaco di Assisi – è il Patrono d’Italia, è il Santo che da sempre parla di pace e fraternità e riconoscere il 4 ottobre come festa nazionale vuol dire riconsegnare al Paese, a tutti noi, un messaggio di unità e un grande carico di valori universali”.

Già da sindaco di Assisi la presidente Proietti si era impegnata per questo riconoscimento inoltrando varie richieste alle più alte Istituzioni del Paese, compresi il Governo e il Presidente della Repubblica.

Proietti ha anche ringraziato tutte le forze politiche hanno votato la legge che oggi più di ieri assume un significato ancora più importante: “San Francesco ci richiama con tutta la sua forza spirituale alla pace, disarmata e disarmante, e alla condanna di tutte le guerre, la sua eredità ci invita a rigettare qualsiasi forma di violenza e odio. E ora il 4 ottobre tornerà a essere festa nazionale, festa di tutti gli italiani”.

Ad Assisi l’edizione 2026 del World Tourism Event

L’edizione 2026 del WTE – World Tourism Event si terrà ad Assisi, il 24 e 25 settembre, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni della morte di San Francesco.

L’annuncio è stato dato in occasione della cerimonia inaugurale dell’evento, che si chiude oggi a Roma (26 settembre 2025), dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in collegamento, insieme all’assessore al turismo della Regione, Simona Meloni, presente a Roma e a Marco Citerbo, organizzatore del WTE.

“Il WTE in questi 15 anni ha svolto in pieno un ruolo fondamentale per valorizzare i siti del patrimonio Unesco e quindi attrarre turisti da tutto il mondo. Il fatto che il WTE tornerà l’anno prossimo ad Assisi, nella città dove è nato in occasione dell’ottavo centenario francescano, riempie tutti di orgoglio – spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Come presidente della Regione non posso che esprimere grande soddisfazione perché sarà l’occasione per mettere al centro l’Umbria con la sua straordinaria bellezza fatta di storia, arte, cultura, paesaggi e, considerato il ritorno a casa di un appuntamento così prestigioso come il WTE, anche di valori francescani universali come la pace e la fraternità. Inoltre la Regione continuerà a sostenere la mission del WTE che ormai custodisce e diffonde il marchio Unesco nell’esaltazione e sviluppo di un turismo sostenibile e consapevole”.

Per l’edizione 2026, dunque, il World Tourism Event torna nella città dove è nato nel 2010 e dove si sono svolte le prime quattro edizioni, prima che l’unico evento dedicato alla valorizzazione turistica dei siti patrimonio mondiale UNESCO diventasse itinerante nelle principali città italiane, da Padova a Siena, da Torino a Verona, Genova e Roma.

Ad ospitarlo, nel cuore della città serafica, sarà lo storico Palazzo del Monte Frumentario, uno dei primi ospedali d’Italia, risalente al 1267, oggi adibito a esposizioni ed eventi.

Il World Tourism Event 2026 sarà un’importante vetrina per tutta la regione, a partire dai suoi beni UNESCO. In occasione dell’evento, infatti, buyers internazionali e giornalisti di settore avranno l’opportunità di scoprire le tante ricchezze del territorio regionale, per poi farsene ambasciatori. All’interno di palazzo del Monte Frumentario sarà allestita l’area espositiva a ingresso gratuito in cui il pubblico potrà conoscere i diversi beni materiali e immateriali patrimonio dell’umanità e le offerte turistiche disponibili.

Non mancheranno i momenti di approfondimento sui temi di attualità legati al turismo nei siti UNESCO, con la presenza di rappresentanti istituzioni, operatori ed esperti, per i quali il WTE, ha rappresentato, da sempre, un’importante occasione di confronto e scambio di buone pratiche.

“Portare il World Tourism Event 2026 ad Assisi, negli 800 anni dalla morte di San Francesco, rappresenta un’opportunità storica per l’Umbria. In quei giorni la nostra regione diventerà il cuore del dialogo internazionale sul turismo culturale e sostenibile, offrendo al mondo un messaggio di pace, spiritualità e qualità della vita che affonda le radici nella nostra identità – afferma l’assessore regionale al Turismo, Simona Meloni. Il turismo, se guidato da una visione di lungo periodo, non è solo motore economico, ma anche strumento di coesione sociale e di rigenerazione territoriale. Assisi e l’Umbria sapranno essere all’altezza di questa sfida, trasformando il WTE in un laboratorio di futuro per le comunità locali e per l’intero settore”.

Istituzioni e operatori, sempre più spesso, si trovano a dover rispondere alla sfida di indirizzare il turismo verso un approccio responsabile e sostenibile per garantire la tutela di beni di particolare valore culturale e naturale, come sono quelli Patrimonio mondiale; dall’altro lato, è sempre più necessario attuare strategie di lungo periodo per la pianificazione e gestione dei flussi, in grado di equilibrare il turismo stesso, la salvaguardia del bene e la sussistenza delle comunità locali. In tale contesto, il “brand” UNESCO ha assunto, negli ultimi anni, un ruolo crescente nell’attrattività di una destinazione turistica, conferendole un significativo vantaggio competitivo, che si traduce spesso in un incremento delle presenze già dopo qualche anno dal riconoscimento. Da anni, l’iscrizione nella WHL UNESCO ha un’influenza crescente sulla motivazione di viaggio di turisti sempre più consapevoli e sempre più alla ricerca di esperienze.

San Francesco torna festa nazionale, ok dalla Camera

Il 4 ottobre dal 2026 torna ad essere festa nazionale nella giornata di San Francesco, patrono d’Italia. Dopo il via libera della Camera dei Deputati manca solo l’ok definitivo in Senato nei prossimi giorni.

Il giorno di San Francesco torna dunque ad essere festa nazionale, come era stato fino al 1977.

Un provvedimento accolto con “grande gioia, gratitudine e responsabilità” nella città Serafica.

“Per Assisi – evidenzia il sindaco Valter Stoppini – è un onore essere il cuore pulsante di una festa che unisce l’intero Paese, rafforzando il ruolo e la missione della nostra città come luogo d’incontro e speranza, chiamato a portare avanti l’eredità di San Francesco. Una responsabilità che sentiamo forte, soprattutto in questo momento storico difficile, segnato da guerre e divisioni che tutti insieme dobbiamo respingere, promuovendo innanzitutto la cultura della pace e dell’inclusione”.

“Nel corso degli anni – ricorda Stoppini – diversi sindaci e amministratori di Assisi hanno caldeggiato l’idea di riportare il 4 ottobre a festa nazionale. Anche la Regione Umbria si è espressa più volte favorevolmente in tal senso. La precedente amministrazione comunale, con il sindaco Stefania Proietti, oggi presidente dell’Umbria, ha rilanciato più volte la richiesta. Anche il Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco ha sostenuto l’idea e ci sono state diverse proposte di legge. Oggi è stato raggiunto un traguardo importante, che lancia all’Italia e al mondo un messaggio chiaro e forte: pace, solidarietà, inclusione, rispetto per l’ambiente sono valori fondamentali, che vanno promossi e praticati, come antidoto al clima di odio e violenza che stiamo vivendo”.