Tag Archives: Perugia

A Perugia sono 150 le aziende con gli a�?occhi a mandorlaa��. E il numero cresce costantemente

Portrait of a man with the italian flag painted on his face isolated over whiteI primi flussi migratori rilevanti in Italia si verificarono soprattutto a partire dagli anni ’70 e ’80, in seguito alla politica di apertura promossa da Deng Xiaoping.

I primi settori di interesse per l’imprenditoria cinese in Italia furono quelli della pelletteria e della ristorazione; poi, negli anni ’90 conobbero un imponente sviluppo le attivitA� legate all’importazione di prodotti Made in China, soprattutto capi d’abbigliamento, giocattoli e oggettivistica.

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A Pietralunga due week-end all’insegna del tartufo, bianco e nero

tartufo

Produzione in calo per il preziosissimo tubero, che vede coinvolti circa duemila a�?cavatoria�?.Una happening nel piccolo comune dove si A? parlato della a�?cultura del tartufoa�?: che potrebbe divenire a�?patrimonio della��umanitA�a�? grazie ad un percorso di validazione intrapreso dalla�� Associazione Nazionale CittA� del Tartufo.

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A�Costretti ad adeguarci ai continui cambiamentiA�

di Simona Maggi

Una donna in carriera che si divide tra lo studio e l’Ordine dei commercialisti della provincia di Perugia che presiede.

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Umbria Economia, A? in edicola e on line il quinto numero

Da sabato 31 ottobre, in edicola e negli store digitali il nuovo numero di Umbria Economia, il settimanale di informazione economica e finanziaria edito da Geu Gruppo Editoriale Umbria 1819.

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Movimprese, Perugino fermo nel III trimestre

diA�Ivan Tai

Il numero di aziende a�?congelatoa�? a quota 73mila.A�Forte contrazione delle nuove iscrizioni,A�scese quasi del 15% rispetto a un anno faA�In flessione del 4% anche le cessazioni.

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Benvenuti… nel cuore (dolcissimo) da��Italia Da leccarsi i baffi!

di Sara Bernacchia

Festival del cioccolato 2015, tra a�?classicia�? A�e novitA� Perugia A? sempre la capitale del gusto

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La carica dei 500, i posti disponibili a ogni edizione della kermesse

di Cristiana Mapelli

La manifestazione offre brevi esperienze A�lavorative a studenti e giovani disoccupati.

Una macchina da guerra che , per funzionare nel migliore dei modi, ha bisogno di centinaia di soldati. Dal punto di vista occupazionale, Eurochocolate offre, anno dopo anno, a studenti e giovani disoccupati, di fare brevi esperienze lavorative renumerate. Molto spesso, lavorare durante tutta la durata della manifestazione, rappresenta la prima a�?gavettaa�? per ragazzi poco piA? che maggiorenni.

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In provincia di Perugia nel 2015 8.030 assunzioni

l presidente della Camera di commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni, presenta in anteprima i risultati della��indagine Excelsior – curata da Unioncamere e ministero del Lavoro, si fonda su interviste a un ampio campione di imprenditoridel settore privato non agricolo – per il 2015 (la��indagine completa, comprensiva dei dati relativi alla provincia di Terni, verrA� diffusa da Unioncamere nelle prossime ore).

La��indagine misura la domanda di lavoro e i fabbisogni professionali e formativi delle imprese industriali e dei servizi operanti in provincia di Perugia (con esclusione di quelle del settore della��agricoltura e della pubblica amministrazione).

Nel 2015 stimatiA�8.030 avviamenti al lavoro.A�Nel 2015 la variazione occupazionale prevista in provincia di Perugia A? ancora di segno negativo, pari a -370 unitA�, ma risulta in decisa risalita se confrontata con il -2mila 150 dello scorso anno.A�A�Entro la fine del 2015 – rende noto Mencaroni presentando il rapporto – le imprese della��industria e dei servizi della Provincia di Perugia prevedono di attivare 8mila 030 nuovi contratti di lavoro: 2mila 890 assunzioni stabili (a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato), 3mila 660 a termine (a tempo determinato o altre modalitA� a termine, quali i contratti a chiamata) e 1.480 contratti atipici (contratti di somministrazione, collaborazioni a progetto, tipologia non piA? prevista dalla nuova normativa e quindi destinata a estinguersi. A fronte delle 8mila 030 assunzioni sono previste – continua Mencaroni – 8mila 400 uscite per dimissioni, licenziamenti, pensionamenti o contratti in scadenza di cui non A? previsto il rinnovoA�.

Saldo ancora negativo,A�ma in netto miglioramento. Il saldo, come detto, A? ancora negativo per 370 unitA�, ma, rimarca il Presidente Mencaroni, A�in deciso miglioramento rispetto al -2mila 150 dello scorso anno. Va sottolineato, inoltre che le 6mila 550 assunzioni di lavoratori dipendenti previste questa��anno dalle imprese della provincia di Perugia rappresentano un significativo incremento (+20%) rispetto alle 5mila 480 del 2014. Tale valore era a sua volta superiore alle 4mila 610 assunzioni del 2013, anno in cui avevano toccato il valore piA? basso in assolutoA�.

Boom delle assunzioniA�a tempo indeterminato.A�Mencaroni evidenzia che A�i livelli occupazionali precrisi sono ancora lontani, ma appare ormai chiara, anche a livello provinciale, una tendenza al recupero della domanda di lavoro. Che nel 2015 avrA� un piA? alto livello qualitativo: le assunzioni stabili a tempo indeterminato saliranno al 36% (dal precedente 21%), mentre diminuiranno sia la percentuale delle assunzioni a termine (-11 punti percentuali), sia quella dei contratti atipici (dal 22% al 18%). Come dire, un lavoro migliore e meno precario. A conferma di quanto indicato su base nazionale dalla��Inps sulla crescita delle assunzioni stabili e a tempo indeterminato nel primo semestre 2015A�.

La��andamento nei settori.A�A livello settoriale, la��industria segna -270 unitA� posti di lavoro, i servizi (-100. Il dato negativo della��industria A? dovuto prevalentemente alle costruzioni. Nel settore dei servizi A? prevista in aumento l’occupazione nel turismo-ristorazione e nel commercio, mentre restano negativi i servizi alle persone e i trasporti.

Assunzioni, la crescitaA�nel Perugino piA? forteA�della media nazionale.A�Tra il 2014 e il 2015 la provincia di Perugia presenta una crescita superiore alla media nazionale (+18%) e ancora piA? marcata rispetto all’Umbria, dove il numero di assunzioni A? stimato in aumento del 14%.

Aumenta la difficoltA�A�di reperire personale.A�Negli anni scorsi, i bassi livelli della domanda di lavoro e gli alti livelli della��offerta hanno portato, in molte province e nella media del Paese, ad una rilevante riduzione delle difficoltA� segnalate dalle imprese nel trovare le figure che intendono assumere. Con la ripresa della domanda, si registra ora un leggero aumento delle difficoltA� a livello nazionale (dal 10 all’11%). In provincia di Perugia, queste problematiche interesseranno nel 2015 il 13% delle assunzioni previste (superiore di 2 punti alla media nazionale), mentre nel 2014 tale quota non superava il 9%.

A livello settoriale, le difficoltA� di reperimento sono piA? frequenti nelle industrie tessili della��abbigliamento (36% del totale) e nei servizi alle persone (31%). Al contrario, le assunzioni risultano piA? agevoli negli studi professionali (dove non si segnala alcuna difficoltA�) e nei trasporti e logistica (1%).

Le chiamate per le figureA�a�?high skilla�?.A�Nel 2015, in provincia di Perugia, le assunzioni di figure a�?high skilla�?, cioA? dirigenti, specialisti e tecnici, si attesteranno a 950 unitA�, pari al 15% del totale. Le assunzioni a�?medium skillsa�? saranno invece 3mila 020, per una quota del 46%. Le restanti 2mila 580 assunzioni (low skills) riguarderanno figure di livello piA? basso, con una percentuale del 39%.

Il confronto con il 2014 evidenzia che, a Perugia, la quota delle figure a�?high skilla�? sulle assunzioni totali A? aumentata di 2 punti. Nella provincia risulta in diminuzione invece la quota di profili intermedi (-2 punti percentuali), mentre le professioni operaie e non qualificate si mantengono sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

Gli avviamenti per livelloA�di istruzione.A�Delle 6mila 550 assunzioni stabili a tempo indeterminato e a termine programmate nel 2015 in provincia di Perugia, 600 saranno rivolte a laureati, 2mila 670 a diplomati della scuola secondaria superiore, 1.060 a persone in possesso della qualifica professionale e 2mila 220 riguarderanno figure alle quali non verrA� richiesta una formazione scolastica specifica.

Per quanto riguarda le a�?competenze trasversalia�? (non specifiche della professione), quelle che le imprese perugine considerano piA? importanti quando assumono personale laureato e diplomato sono la capacitA� di lavorare in gruppo e la capacitA� comunicativa, indicate come A�molto importantiA� rispettivamente per oltre il 46% e il 44% delle assunzioni programmate.

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Crisi Perugina, Pd e sinistra si mobilitano

Raffica di prese di posizione, dal Pd e dalle forze alla sinistra dei Democrat, sulla crisi della Perugina dove, denuncia il sindacato, al termine del contratto di solidarietA� che scadrA� ad agosto 2016, ci saranno oltre 300 posto di lavoro a rischio. Il piano NestlA�, presentato alcuni mesi fa, prevede per Perugina 220 lavoratori in esubero al termine del contratto di solidarietA�, ma per i sindacati la cifra A? destinata a salire oltre 300 perchA� i volumi produttivi dello stabilimento di San Sisto sono in continuo calo. Da qui la decisione di andare verso uno stato di agitazione, presa al termine di assemblee infuocate in fabbrica, che chiami in causa anche il ministero dello Sviluppo economico, facendo diventare la crisi Perugina una vertenza nazionale a tutti gli effetti e facendo scoprire le carte a NestlA�. A�Prima che sia troppo tardi – afferma il sindacato – e che NestlA� decida di spostare i suoi interessi fuori dai confini italiani. Come A? giA� accaduto e sta continuando ad accadereA�.

Walter Verini (Pd). Il parlamentare umbro del Pd afferma che A�A? necessario ed urgente raccogliere la��allarme e la��appello lanciato dai lavoratori della NestlA�-Perugina e dai sindacati per scongiurareA�il rischio, molto forte, di un ridimensionamento produttivo e occupazionale della��azienda e per mettere in piedi, al piA? presto, un tavolo nazionale che porti la multinazionale a scoprire le carte, a prendere impegni seri per il futuro dello stabilimento di Perugia-San SistoA�. Per Verini, A�quella della NestlA� A? una situazione di grande delicatezza, perchA� riguarda oltre mille lavoratori e le loro famiglie, giA� penalizzati dalla riduzione degli stipendi, perchA� riguarda gli stagionali e perchA� riguarda una��azienda simbolo della cittA� di Perugia e dell’intera Umbria, che sta vivendo una situazione di grave incertezza. Per questo – aggiunge – la mobilitazione e la��impegno di lavoratori e sindacati debbano essere ancora di piA? affiancati dalla��unitA� reale e concreta di tutte le istituzioni regionali e locali e di tutti i parlamentari, senza bandierine di partito, per chiedere la��allestimento rapido del tavolo di confronto presso il MinisteroA�.

Stefano Vinti (Sinistra e Lavoro). A�Alla Perugina i nodi stanno venendo al pettine: la��annuncio del calo della produzione annua da 25mila tonnellate a 23,5mila tonnellate A? comprovata da esuberi di circa 300 lavoratori, dove il termine esuberi puA? significare licenziamenti. Sono anni che le organizzazioni sindacali e le istituzioni hanno un atteggiamento a�?comprensivoa�? rispetto alle politiche industriali della multinazionale NestlA�, un atteggiamento che ha assecondato la riduzione dei volumi, della��occupazione e dei salari con il conseguente ridimensionamento del ruolo produttivo dello stabilimento di San Sisto di PerugiaA�. CosA� Stefano Vinti, ex assessore regionale ed esponente di a�?Sinistra e lavoroa�?.

A�A? ora di cambiare radicalmente atteggiamento nei confronti della multinazionale svizzera – continua Vinti – Basta con le concessioni unilaterali dei sindacati e delle istituzioni, che non producono niente di realmente positivo in termini di aumento della��occupazione e dei volumi produttiviA�. Per Vinti, A�la NestlA�-Perugina, come tutte le multinazionali, si muove per massimizzare il proprio profitto, non si assume responsabilitA� sociali rispetto al territorio. Il lavoro e il salario sono una variabile dipendente dalla produzione e dal proprio guadagno. A? una��impostazione che va capovolta: prima la��occupazione e il salario. Tanto piA? che la NestlA� sfugge al confronto, non presenta un piano industriale di rilancio dello stabilimento di San SistoA�.

Enrico Flamini (Prc). A�Rifondazione comunista della��Umbria esprime il pieno sostegno a lavoratori e sindacati della Perugina. La situazione che si sta determinando A? davvero preoccupante, occorre evitare la��ennesimo disastro industriale in Umbria. Tra cassa integrazione e contratti di solidarietA�, le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto sacrifici enormi per rilanciare la produzione. La��incertezza sulle volontA� della proprietA� A? molto pesante, cosA� come il silenzio sul piano di rilancio. Lo ribadiamo: la Perugina A? un valore assoluto per Perugia e per tutta la��economia regionale. Ora le elezioni sono passate. Bene fa il sindacato a ricordare gli impegni presi dalla presidente Marini in campagna elettoraleA�. CosA� il segretario regionale del Prc, Enrico Flamini.

Sinistra Pd. Dopo aver affermato che A�la perdurante situazione di crisi alla Perugina A? fonte di preoccupazione non soltanto per Perugia, ma per tutta la��UmbriaA�, la sinistra del Pd chiede A�con determinazione che tutte le forze politiche che hanno a cuore il futuro dei lavoratori e della��azienda si facciano carico della��allarmante situazione, svolgendo ogni possibile azione nel richiamo delle istituzioni alla loro responsabilitA�, dal livello regionale al governo nazionale, per portare la proprietA� della��azienda a un confronto sulle prospettive di rilancio dalla fabbricaA�.

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