Rendere più efficace il proprio sito aziendale sarà più facile

Si chiama punto di impresa digitale il sevizio attivato da CamCom per aiutare le imprese a migliorare le proprie perfomance digitali

Da ora sarà possibile verificare l'efficacia del proprio sito

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Il sito web della mia azienda funziona? È visto? Piace? È utile? Perché non sono su Google? Posso ottimizzare la Seo del mio sito, così da posizionarlo in alto nei risultati dei motori di ricerca? Sono alcune delle domande più frequenti che un imprenditore, oggi, si ponga, perché essere visibili nei motori di ricerca, sul web e nei canali social è ormai una priorità per ogni impresa, di qualunque settore economico e dimensione, sia per raggiungere i propri obiettivi di business, sia per rafforzare la propria immagine e credibilità. La «risposta giusta» arriva dal Punto impresa digitale (Pid) dell’Umbria che, nell’ambito delle attività di promozione e diffusione della cultura del digitale, da aprile mette a disposizione delle micro, piccole e medie imprese umbre il servizio gratuito di «Valutazione della presenza online». Un servizio completo a tre stadi, per fare un primo check-up di valutazione, realizzare un’azione più approfondita di analisi e orientamento, mettere in campo un’attività di mentoring. Le imprese umbre – spiega la Camera di commercio – ora potranno richiedere, attraverso la semplice compilazione di un form, il supporto di un digital promoter del Pid Umbria, che opererà una valutazione da remoto del sito web aziendale ed invierà all’azienda un report di check-up. Successivamente l’imprenditore potrà ottenere un’analisi più dettagliata, assessment, della presenza online della propria impresa, attraverso una call online con il digital promoter, per approfondire gli aspetti del report di check-up o analizzare la presenza online sui social media. Le aziende che saranno interessate ad implementare l’attività di ottimizzazione del sito web (Seo) o altre attività di marketing online, verranno orientate verso un’attività di mentoring, un altro servizio gratuito del Pid Umbria, che prevede l’assistenza di un esperto in tecnologie digitali (il mentor). Il digitale, infatti, è ormai uno dei driver essenziali della crescita, ha le sue specifiche modalità e linguaggi e un approccio corretto moltiplica le possibilità di successo e, anzi, ne è un pre-requisito fondamentale. Il Pid – si sottolinea ancora nella nota – «è da sempre impegnato ad accompagnare le aziende umbre nel percorso di digitalizzazione, per aiutarle a restare competitive in mercati sempre più globalizzati e con questo servizio si vuole dare un forte incentivo al miglioramento della visibilità online delle imprese umbre». «Il nuovo servizio del Pid – afferma il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – ha un’importanza strategica nel percorso di digitalizzazione delle imprese umbre, sempre più necessario e sempre più qualificato per poter competere sul mercato. Un servizio, inoltre, che intercetta l’ulteriore spinta che arriverà dal Pnrr sulla digitalizzazione del sistema economico e sociale del Paese». Ora il nuovo servizio gratuito di valutazione della presenza online ha una sua pagina dedicata nella sezione Pid del sito della Camera di commercio dell’Umbria. 

Cassa di Risparmio di Orvieto esce dal controllo BpB

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Dopo il commissariamento Ajello-Blandini e un anno di gestione targata Giampiero Bergami la Pop di Bari, dal 22 dicembre scorso, è nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Carrus (diplomato in perito del turismo già amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa). Con una perdita nel primo semestre di 101,1 milioni la stima di chiusura dell’anno si aggira sui 180 milioni. La banca ha bisogno subito di invertire la rotta: il rapporto “cost/income” nel primo semestre del 2021 era al 155% (più lavora più perde) e con il blocco degli incentivi all’esodo del personale tale rapporto scenderà a fine anno al 120-125%. C’è molta liquidità (che ha un costo), mentre gli impieghi non rendono quanto dovrebbero. E soprattutto è alquanto problematica la gestione dell’indice Npe (crediti deteriorati e sul totale di quelli erogati) e il “pericolo” di contenziosi con gli azionisti. Quindi il management ha studiato l’avvio di una sorta di bad division che dovrà monitorare il settore grazie anche all’assunzione di specialisti (ne sono stata annunciate 100 in tutto il gruppo Mcc). Saranno internalizzati i servizi di finanza agevolata e si punterà a ottimizzare il settore immobiliare attraverso vendite o fitti 8nel mirino ci sono i palazzi di piazza Massari e via Melo a Bari, ma anche unità a Potenza e Teramo). Un’altra mossa riguarda i servizi di liquidità di tesoreria che passeranno alla capogruppo. Non ci saranno licenziamenti e non saranno chiuse filiali.

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Dopo il commissariamento Ajello-Blandini e un anno di gestione targata Giampiero Bergami la Pop di Bari, dal 22 dicembre scorso, è nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Carrus (diplomato in perito del turismo già amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca, istituto in liquidazione coatta amministrativa). Con una perdita nel primo semestre di 101,1 milioni la stima di chiusura dell’anno si aggira sui 180 milioni. La banca ha bisogno subito di invertire la rotta: il rapporto “cost/income” nel primo semestre del 2021 era al 155% (più lavora più perde) e con il blocco degli incentivi all’esodo del personale tale rapporto scenderà a fine anno al 120-125%. C’è molta liquidità (che ha un costo), mentre gli impieghi non rendono quanto dovrebbero. E soprattutto è alquanto problematica la gestione dell’indice Npe (crediti deteriorati e sul totale di quelli erogati) e il “pericolo” di contenziosi con gli azionisti. Quindi il management ha studiato l’avvio di una sorta di bad division che dovrà monitorare il settore grazie anche all’assunzione di specialisti (ne sono stata annunciate 100 in tutto il gruppo Mcc). Saranno internalizzati i servizi di finanza agevolata e si punterà a ottimizzare il settore immobiliare attraverso vendite o fitti 8nel mirino ci sono i palazzi di piazza Massari e via Melo a Bari, ma anche unità a Potenza e Teramo). Un’altra mossa riguarda i servizi di liquidità di tesoreria che passeranno alla capogruppo. Non ci saranno licenziamenti e non saranno chiuse filiali.
 

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